Volltext : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Dell'storie  di  Genoua,
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re  in  vn  corpo  vnirsi,  e  crescere;  ma  io  mi  distendo  troppo  traportato  fuori
del  corso  dalla  carità  della  patria,  e  dall'amore  del  publico  bene;  ora  ritorno -
  al  mio  proponimento.  Il  nuouo  ſtato  di  gouerno  popolare  diede
indizio  di  moderazione;  perche  armando  ſedici  galee  contra  Piſani  furono -
  mandati  per  Capitani  di  esse  Niccolò  Vento,  e  lacopo  Negro,  amen
due  del  corpo  della  nobiltà,  e  sette  galee  Pisane  vedendole  di  lontano  venire -
  contra  di  loro  spauentate  dal  numero  si  liberarono  dal  soprastante
pericolo  con  la  fuga,  e  ritirandosi  sotto  certa  torre  nelle  riuiere  della  Sardigna -
  ſi  ſaluarono  con  l'aiuto  di  essa;  nel  qual  tempo  quelli,  che  erano  in
guardia  del  caſtello  di  Castro  vinti  dall'estrema  fame,  si  resero  al  giudice
d'Alborea;  e  Genouesi  inteſa  tal  nuoua  a  persuasione  d'un  zio  del  Marcheſe -
  fratello  di  sua  madre,  che  per  tal  conto  era  subito  venuto  a  Genoua, -
  e  haueua  dato  speranza,  che  se  fosse  stato  soccorso  da  Genouesi  per
mezzo  della  terra  di  S.  Gilia,  racquisterebbe  il  castello,  e  tutte  l'altre  cose,
che  haueuano  perdute,  gli  diedero  prontamente  vna  scelta  compagnia
di  cento  cinquanta  huomini  d'arme  a  condotta  di  Giachino  Calderaro,
e  Filippo  Calderaro  creato  Capitano  di  quest  armata,  passando  in  Sardigna -
  prese  per  cammino  vna  naue  Pisana,  che  portaua  gran  somma  d'ar
gento;  e  Genouesi  introdotti  in  S.  Gilia  scoperta  vna  segreta  congiura
d'alcuni  paeſani,  che  trattauano  di  dare  la  terra  a  Pisani,  fecero  pigliare
i  colpeuoli,  e  con  orribile  supplizio  gli  abbruciarono.  L'anno  seguente
1258  cinquantesimo  ottauo  di  quel  secolo,  nel  quale  sotto'l  Capitano  Boccanegra -
  fù  Podeſtà  Renato  de  Roſſi  da  Lucca,  fù  molto  memorabile,  non
più  per  li  mouimenti,  e  casi  in  esso  auuenuti,  che  per  li  semi  gittati  delle
grandi,  e  lunghe  guerre,  che  si  fecero  poi  tra  Genouesi,  e  Viniziani;e  nella
città  di  Tolemaide,  che  da  moderni  fù  chiamata  Acone,  hebbero  principio -
  le  discordie,  e  le  guerre,  che  poi  per  lo  spazio  di  molt'anni,  o  piu  tosto
ſecoli  fatte  con  non  minori  odi,  e  gareggiamento  d'ire,  che  con  forze  apportarono -
  all'uno,  e  all'altro  popolo  marauigliose  sconfitte,  e  grande  spai
gimento  di  sangue;  le  quali  guerre  intermesse  alcune  volte,  ò  per  triegua,
o  per  pace  (non  però  mai  fedele)  si  ricominciarono  sempre  poi  più  aspre,
e  più  crudeli  per  qual  si  vogli  leggier  cagione,  come  quelle,  che  non  proccedeuano -
  da  quelle  leggieri  cagioni,  che  di  tempo  in  tempo  nascessero,  e
si  mutaſſero,  ſecondo  l'opportunità,  le  quali  si  sarebbono  potute  tor  via
ageuolmente  con  le  condizioni;  ma  v'era  sotto  vn'altra  segreta  cagione,
la  quale  armaua  i  due  più  potenti  popoli  del  mare  mediterraneo  a  farsi
mortale  guerra  fra  di  loro;  e  questa  era  il  gareggiamento,  e  l'emulazione
del  valore,  e  la  contesa  del  principato  delle  cose  marittime,  al  quale  amen
duni  aſpirauano  con  ingorda  cupidigia;  la  qual  voglia  risedendo  dentro -
  l'intimo  cuore,  ed  essendò  per  natura  perpetua,  le  guerre  ancora,  che
da  essa  diriuauano,  non  haueuano  verun  fine,  lę  quali  guerre  durarono  fin
che  la  fortuna  dell'uno,  e  dell'altro  popolo  rimutata,  pose  finalmente  loro -
  fine;  conciosie  coſa  che  i  Viniziani  accreſceſſero  ſmiſuratamente  la
potenza,  e  l'imperio  loro  ,  e  per  lo  contrario  le  forze  de  Genouesi  furono
di  sorte  abbattute  dalle  discordie  intrinseche,  e  dalle  continue  ,  e  mortali
gue  rre  ciuili,  che'l  popolo  Genouese  distrutto,  e  consumato  non  era  più
baſtante  a  combattere  di  pari  co  Viniziani,  le  cui  forze  più  che  mai  fioriuano: -

            
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