Libto Qualto
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„gieri di qualità, ne più false d'effetto; e tutta da colpa o selcolpa veruna
c'e, è mia, a cui vi piacque commettere tutta l'impresa, e non de vostri
cittadini, a quali staua solamente l'ubbidire: poteua io, ò ascuno altro
„hupmo far forza alle cose, che non si possono superare; ò tenere la forituna -
in mia balia, la quale si dice essene, padrona di tutte k cofes oprin¬„cipalmente -
delle guerre? Poteua io massimamente abbandonato da soc
corsi de compagni, con la speranza de quali noi mettemmo manosall'impreſa, -
eſpugnare nel primo arriuo Sauona città forte ger natura, e
„per arte, e fornita di grossa guardia, eoltre a questo assicurata da dimici
„noſtri con introdurui nuouo soccorso? coteste sono cagionieda ridersene, -
e appena sofficienti a fare adirare i fanciulli; Deh per Diòs cittadini, -
poniamo vna volta fine a queſte pazzie, e di commune consentimen
„toun cosi graue pericolo riuoltiamo tutti noſtri pensieri a ſpedire, e preparare -
quelle coſe, nelle quali consiſte la libertâ, e la ſaluezza noſtra.
S'acchetarono gli animi della plebe, e del popolo minuto alle prudenti
ragioni, e accomodate al tempo; e'l Podestà fatto quel parlamento attese
a prouuedere, e dar compimento alle cose pertinenti alla guerra, e man
do bando, che tutti quelli, che eraño atti a portar arme, facessero d'esser
presti con esselad ogni subito commandamento, e che tutti nauili, tanto
quelli, che all'ora erano a Genoua, quanto quellis chesi ragunauano di
tuttò l dominio Genouese, si fornisserò di tutte le cofe necessarie alla guer
ra, e s'armassero; e tratto fuori, e alzato lo stendardo di S. Giorgio, dichiarò -
ſe ſteſſo Generale dellarmata,e commandò, che tutti fossero pronti a
montarui sopra ad ogni suo cenno; e ſparti a ciascuno secondo la sua condizione -
gli yffici tanto di prouuedere le cose spettantioalla guerra, quanto
di combattere, ne anche lasciò indietro lascura di fortificare, è mettere
preſidio nelle fortezze, e ne luoghi opportuni del dominio Genoueſe; e
principalmente vsò grandissima diligenza, e pose grando studio nelfare prou
uisioni di vettouaglie, e scompartirle, e non tralasciandò alcuna cosa, che S'ap
partenesse all'ufficio suo, mandò spie per ogni parte; per intendere d'appres
so i disegni, e mouimenti de nimici. Tutti fecero quanto fù lorò impostò, e
lascia ti del tutto gli sdegni, ciascunò seguitò d'eseguirę diligentementese
con la debita obbedienza quanto Saspettaua all'ufficio suo; elin brieue fu
fatta pe poſta in punto vna poderoſa armata: oll numero delle naui non è
espresso da gli annali, credo; perche la non setui u hiente, ne mai vsci fuori -
del porto. Ma à nimici, sentendo che lassedique di Sauona era sciolto; per
cagion della qual cosa haueuan fatto cosi grandosforzi, e che i Genouesi
s'apparecchiauano con gran diligenza alla guerra, non parue d'hauerveruna -
causa di venite con essi a battaglia, efsa febbono del tuito lasciate
quel pensiero, se i Pisani per l'innata loro ongoglio, non si fosserò vantati
coni superbe parole, che voleuano assediare la boccaldel porto di Genoua,
è trarrechella città le freccie d'argento, ę ordinarono il tempo dil fare tale
effetto, la qual cosa come s'intese in Genoua, il Podestà poste subito tutte
naui in acqua; e congregatele insieme da ogni partel e fornitele appieno di
tutte le cose necessarie alla battaglia, e hauendole ripienè di grannumero
di combattitori, si pose a spettare la venuta de Pisanil ma pelcheaal tempo
ordinato non apparuero in luogo veruno; nons aspertando, piò dmaida
ve¬