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Dell'Iſtorie di Genoua,
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Re oltramontani, e pensando di disporgli meglio a prendere le pietose, e
giuste arme contro all'Imperadore dannato, e dichiarato nimico della religione -
ordinò prima di fare in Roma concilio generale di tutta la chieſa, -
accioche non paresse, che Federigo fosse condannato in falso giudizio
dal Pontefice solo, il quale egli per molte cagioni allegaua a sospetto come -
nimico, ma legittimamente per sentenza de sacri Prelati di tutto'l Criſtianeſimo, -
i quali non haueuano con esso lui veruna cagione ne d'ingiurie, -
ne d'ire. Mandò dunque in Francia due Legati M. Iacopo Vescouo
di Paleſtrino, e M. Oddo Vescouo di Porto, quello al Re di Francia, e
questo a quel d'Inghilterra. A Genoua ancora fù mandato vn terzo Legato -
M. Gregorio da Montelungo Cardinale, i quali furono per tutto accolti -
humanamente, e ottennero ageuolmente quello, che domandarono;
e l'uno, e l'altro Re commandò a Prelati del suo regno, che si mettessero
incontanente in cammino. Ma i Genouesi fecero vn'armata di trenta legni -
da remo, che parte furono graui, che chiamano oggi galeazze, e parte -
galee, alle quali aggiunsero buon numero di naui grosse, e d'altri nauili
di varie maniere, perche leuassero i Prelati ; che andauano al concilio , e
gli conducessero a Roma. La onde Federigo sbattuto grandemente per
cosi grande apparamento fatto. contra di se, voltò ogni suo pensiero ad
impedirlo ; e però fece sua gente prendere tutti passi, e le strade, poi doue
i Prelati di necessità doueuano passare, e mando Enzo suo figliuolo, e Re
di Sardigna con alcune galee a Piſa; perche pregaſſe i Piſani a lui per mol
ti benefici obligati, e fieri difenditori della parte sua per l'amicizia, che
era fra loro, che mettessero in punto vna grossa armata per impedire il
paſſo di mare a Prelati oltramontani chiamati al concilio, e insieme per
loro ambaſciadori tentaſſero gli animi de Genouesi, e ſi sforzaſſero di
trargli a fauoreggiare la parte di Cesare, e à collegarsi con esso lui. IPisani, -
come quelli, che prendeuano volentieri ogni opportunità d'acquistarsi
la grazia di Federigo, fecero l'una, e l'altra coſa tostamente, e con gran
prontezza. Egli ancora tentò di fare il medesimo occultamente in Genoua, -
e l'impresa non fù del tutto vana, perche sommosse molti de principali -
della città, e con speranza di premi gli tirò dalla parte sua, tra quali fu
Ansaldo da Mare, che egli fece grande Almiraglio delle sue armate in
luogo di Niccolò Spinola già passato all'altra vita. Questi dunque partito -
subitamente da Genoua di nascosto andò a seruire Federigo. In questo
mentre arriuarono a Genoua gli ambasciadori de Pisani l'anno di quel
secolo quarantesimo primo, e introdotti al magistrato si dice, che il capo
„dell'ambaſceria parlò in queſta maniera. Che noi, o Signori Genoue¬„si, -
proccediamo con esso voi con sincera fede, e che giudichiamol, che
„quelle coſe, che vi persuadiamo siano ſaluteuoli a voi, e alla vostra Re¬„publica, -
si puo conoscere non che altro da questo, che quel consiglio,
„che siamo venuti quà per dare a voi, l'habbiamo prima abbracciatò per
„noi. Ne debbono gli antichi studi delle parti Imperiali, ò i benefici a
„noi da Eederigo fatti (che noi non siamo per negar mai, ne l'una, ne l'al¬„tra -
cosa) diminuire l'autorità nostra; alle quali cose chieggiamb, che
"ſecondo i ſentimenti voſtri intrinſechi, che hauete nella voſtra Republica, -
giudichiate preualere il bene publico, e la ſalute della città nostra. -