Full text : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Libro  Terzo.
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cammino  verso  il  lito  di  Spagna  opposto  a  quello,  doue  erano,  si  ridussero
a  Malica,  e  consigliatisi  co  Genouesi,  che  negoziauano  in  quella  città,  e
nell'altre  a  lei  vicine  armarono  incontanente  due  grosse  naui,  e  postiui  sopra -
  ſecento  huomini  eletti,  gli  mandarono  in  aiuto  de  gli  assediati;  è  questo -
  soccorso  sbarcato  in  terra  lungi  dalla  città  (percioche  non  poteua  entrare -
  per  la  via  di  mare,  che  era  guardata  largamente  da  nimici)  camminandò -
  per  terra  per  tragetti  occulti  mostrati  loro  dalle  guide,  che  furono
mandate  dal  Re,  entrò  ſaluo  nella  città.  Dal  qual  soccorso  il  Re  inanimato, -
  mandò  ſubitamente  meſsi  a  Genoua  a  domandare  aiuto,  promettemdo -
  di  pagare  la  metà  della  spesa  da  farsi  nell'armata,  e  in  tutta  quella  spe
dizione,  la  onde  a  Genoua  fù  deputato  per  quell'impresa  vn  gagliardo
soccorso  di  vent'otto  galee,  e  di  quattro  grosse  naui.  Il  qual  soccorso  (  secondo -
  che  i  legni  di  tempo  in  tempo  s'armauano,  e  si  metteuano  in  pun
to)  fù  ſpedito,  e  mandato  via  di  mano  in  mano  in  più  volte.  Il  primo  a
partirsi  fù  Lanfranco  Spinola  con  quattro  galee:  poco  dipoi  fù  fatta  vn
altra  ſpedizione  di  dieci  galee  guidate  da  Ottobuono  Camilla:  l'ultime
quattordici  galee,  e  le  quattro  naui  furono  date  a  condurre  à  Ingone  di
Bonifazio  dalla  Volta:  e  con  l'arriuo  loro  si  forni  l'impresa;  perche  il  soccorso -
  mal  grado  de  nimici  entrò  dentro  la  città,  e  Biscaglini  sciolto  l'assedio -
  ſene  ritornarono  a  caſa  loro.  Il  Re  di  Setta  rimunerò  cosi  gran  beneficio -
  secondo  l'uſanza  de  gli  Africani,  e  osseruò  le  promesse  con  fede
barbara,  percioche  non  solamente  non  diede  alcun  premio  per  tanto  benefi
cio,  ma  ricuſando  ancora  di  rifare  la  parte  promesſa  delle  ſpeſe  fatte,  di
che  i  Genouesi  faceuano  istanza,  per  auanzargli  di  forze  se  si  fosse  venuto
dalle  contese  all'arme,  mise  dentro  la  città  segretamente,  e  a  poco  a  poco
gran  numero  d'Africani,  l'arriuo  de  quali  turbò  grandemente  i  Genouesi, -
  che  tardi  cominciarono  a  conoscere  l'astuzia  del  Re  Moro.  Al  timore
segui  il  danno;  percioche  essendo  nata  quistione  tra  Mori,  e  loro,  per  occasione -
  della  contesa,  i  barbari  misero  fuoco  nelle  case,  e  ne  magazzini
de  Genouesi,  e  quell'incendio  consumò,  e  guastò  gran  quantità  di  mercatanzie, -
  e  di  preziosi  arnesi.  IGenouesi  riceuuta  cosi  graue  picchiata,
portando  seco  in  fretta  le  cose,  che  auanzarono  all'incendio,  s'usciron  della -
  città,  e  rimontati  sopra  l'armata;  si  ritirarono  in  saluo.  Come  la  coſa -
  s'inteſe  in  Genoua  non  parue  di  laſciare  senza  vendetta  cosi  graue  ingiuria; -
  ma  volendo  tentare  tutte  le  vie  prima,  che  ſi  venisse  all'arme,  l'an
no  ſeguente,  che  fù  Podeſtà  Piero  d'Anfaldo  Bologneſe,  fù  mandato  am
basciadore  al  Re  di  Setta  Carbone  Marocello,  il  quale  accortosi,  che  il
Re  lo  tratteneua  di  parole,  e  lo  ſcherniuâ,  secondo  l'ordine  hauuto  gli  denunziò -
  la  guerra,  e  se  ne  paſsò  in  Siuiglia  per  prouuedere  le  genti  perl'im
presa,  ma  mentre  che  egli  era  occupato  in  apparecchiare  le  cose  necessarie -
  alla  guerra  si  mori:  tuttauia  non  s'intralaſciò  l'incominciata  impreſa,
che  i  Genouesi,  che  delle  regioni  vicine  si  congregarono  in  gran  numero, -
  la  continouarono,  perche  prouuidero,  e  armarono  venti  galee,  e  sette
grosse  naui,  e  trenta  minori  nauili;  e  da  Genoua  furono  mandati  loro  con
quattro  galee  strumenti,  e  machine,  e  altri  apparamenti  da  guerra  d'ogni
sorte,  e  tutte  le  cose  addomandate,  fuor  che  fanterie,  e  quest'armata  accostatasi -
  alla  città;  tutto  che  per  mancamento  di  fanterie  non  potesse  battagliarla -

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