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Dell Iſtorie di Genoua,
ma fece anche non piccoli danni a nimici; perche entrò dentro al paese
d'Alba, e vi fece molte rouine, e ſpeſſamente con le sue genti correua sino
alle mura della città; ma l'incominciato corso delle faccende , e de consigli, -
fù interrotto dalla morte del Podeſtà consumato dalla malattia, dalle
fatiche della guerra,e dalle vigilie, e da pensieri. Egli fù huomo valoroso, -
e sollecito, e molto vigilante nelle imprese, ne mai tralaſciò alcuno vfficio -
di diligente, e sauio Rettore, tanto nel prouuedere, quanto nell'eseguire.
Inimici innanimati dalla morte di lui, hauendo hauuto vn'aiuto di dugen
to caualli Melanesi, s'apparecchiauano d'andare dalla terra di Serraualle,
doue s'erano adunati, ad aſsaltare Arquata; ma i Genouesi ribatterono co
fatti subitamente i vantamenti loro; percioche eletto in luogo del morto
Podeſtà Sigencello vno de giudici da lui condotti, huomo valoroso, e di
grande ſperienza, mandarono sotto la condotta di Merlo da Castello , e
d'Vgone Grimaldo gran parte dell'esercito sopra Montanario terra de
Tortoneſi, la quale impreſa hebbe il fine, che disiderauano; perche benche -
la terra foſse poſta in ſito alto, ed erto, essi nondimeno diritte le machine -
da battagliare le mura, battendola con gli strumenti nello spazio di
diciotto giorni su gli occhi dell'esercito nimico, che di luogo vicino vedeua -
il mal ſuo, la sforzarono a rendersi. Onde i nimici ſgomentati da
questo successo, laſciati pensieri della guerra, si sbandarono ritornandosene -
ciaſcuno a caſa ſua; e l'esercito Genoueſe mentre che ſtette a Gaui -
abbruciò, rouinò, depredò, e diſtruſſe gran parte del paese d'Alessandria. -
IGenouesi fatte queste faccende se ne tornarono nella città del
meſe d'Agoſto, e in luogo del morto Podeſtà elessero Vgolino di Madonna -
Dama Bologneſe peri cinque mesi dell'anno, che auanzauano; e nel
médesimo meſe Guglielmo Mallone, e Federigo Grillo due de compagni -
del Podeſtà andati a dare le paghe alle genti, che si teneuano di là
dal giogo dell'Alpi, menando seco dugento caualli assalirono per paſſo -
la terra del Boſco, e fecero gran preda d'huomini, e di beſtiame. Ma
due meſi dipoi mancò poco, che lacopo Piccamigli vno de gli otto assessori -
partito di Genoua perandare a fare il medesimo vfficio, non diede ne
gli agguati poſti da gli Alessandrini; e'l pericolo fù cacciato da Vberto Au
uocato Podeſtà di Gaui, il quale inteso il disegno de nimici prese seco vna
buona ſchiera di ſoldati, e aſſaltò quei dell'agguato su l'apparire dell'alba
1226 e gli ruppe, e prese cinquanta di loro, che furono menati legati a Genoua,
e messi in carcere. Segue l'anno ventesimo sesto di quel secolo , nel quale
fù Podeſtà Pecoraio di Mercatonuouo Veroneſe, e fù notabile per la ribellione -
de Sauoneſi, e di quei d'Albenga, e si passò con gran contese di
parolę. Presero occasione questi due popoli da vna dieta, che Federigo
imperadore fece quell'anno a Cremona, doue andò gran nnmero di
Prelati , e di Signori Italiani, ed ambasciadori delle città, che seguitauano -
la parte Imperiale, e preſero ſperanza di ciò fare dalla volontà di
Ceſare, il quale si diceua volere male a Genouesi, e quella speranza era
nudrita da Tommaſo Conte di Sauoia creato da Ceſare Vicario, e Legato -
Imperiale in Italia; il quale promise di fauorire le cose loro appreſso -
Ceſare , e di fare ogni sforzo con l'autorità, e grazia sua, che fossero -