Inhaltsverzeichnis : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

SUo  Libro  Terzo!
doy
derazione  col  medeſimo  Conte  Rinieri  di  Manente,  e  con  alcuni  popoli
di  Toſcana,  misero  in  punto  vn'armata  di  dodici  galee,  e  dieci  naui,  e  molti -
  altri  legni  minori  di  varie  ſorti,  e  nomi,  e  la  mandarono  in  Cicilia,  e  sbar
cate  le  genti  in  terra,  assediarono  Siracusa  da  terra,  e  da  mare;  e  subito  che
a  Genoua  s'intese  cotal  nuoua,  si  cominciò  incontanente  ad  armare  per
soccorrerla;  ma  più  vicino,  e  più  ſpedito  fu  ile  soccorso  dato  da  Arrigo
Conte  di  Malea,  il  quale  dimostrò  sempre  chiari  segni  di  fede  sincera,  e
costante,  e  di  singolare  beneuolenza  verso  il  popolo  Genouese,  e  per  tutto
si  portò  valorosamente,  e  fù  sollecito  a  dargli  aiuto.  Questi  adunque  inteſo -
  l'arriuo  de  Pisani  in  Cicilia,  armate  subitamente  quattro  galee,  andò
con  esse,  e  con  gran  quantità  d'oro  a  Messina,  nella  qual  cittàs  erano  ragu
nati  molti  legni  Genouesi,  altri  da  carico,  altri  da  remi  per  priuate  faccende, -
  che  nauigauano  in  dietro,  e  innanzi,  e  portauano  seco  gran  numero  di
cittadini  Genouesi;  e  tutti  questi  lasciate  per  allora  le  faccende  priuate,
diliberarono  di  soccorrere  Siracusa.  Datò  dunque  il  carico  di  tutta  l'impresa -
  al  Conte,  e  armati  i  legni  per  la  guerra,  e  fornitigli  di  buone  genti,
dirizzarono  il  corso  verſo  Sira  cuſa,  e  comes'  auuicinarono,  i  Piſani  senza
moſtrare  alcun  ſegno  di  tiepidezza,  s'apparecchiarono  a  combattere  per
mare,  e  ſcoperta  di  lontano  l'armata  Genoueſe,  che  veniua  d'alto  mare
contra  di  loro,  gli  uscirono  incontro  ordinati  alla  batta  glia.  Il  medesimo
fecero  i  Génouesialzate  l'antenhe,  e  acconci  gli  armamenti,  e  venuti  alle
manissegui  vna  zuffa  aspra,  e  crudele,  la  quale  fù  lunga,  è  sanguinosa;  perchè -
  era  accesa  da  gli  odi  antichi,  e  da  molte,  e  grandi  cagionid'ingiurie,  e
di  villanie,  e  oltre  à  que  sto  dal  gareggiamento  della  virtù,  che  era  frà  loro. -
  La  vittoria  finalmente  fù  de  Genouesi,  e  presero  tutta  l'armata  nimica, -
  fuor  che  cinque  galee,  che  erano  armate  di  Lombardi.  Alamanno,  che
era  a  gouerno  dellajcittà,  non  stette  in  quel  mentre  à  perder  tempo,  ma
vedendo  dalle  mura;  che  leſcoſe  de  Piſam  pigliauano  malà  piega,  vſci  della -
  città,  e  assaltò  con  grand'impeto  l'esercito  di  terra,  e  trouandolo  sgomentato, -
  e  confuso  per  la  rotta  dell'armara,  lo  ruppe,  e  sualigiò,  e  trouati
ripari  voti  di  difensori,  gli  saccheggiò,  ein  questò  modo  fù  sciolto  l'assedio
di  Siracusa,  che  era  durato  tre  mesi,  e  mezzo9  Allanuoua  di  questa  vittoria -
  Niccolò  Malloni,  e  Guglielmo  di  Negro,  cheandauano  a  soccorrere
la  città  con  tredici  galee,  fra  le  quali  nerano  tie  datè,  secondo  le  capitulazioni -
  dalle  città  d'Albenga,  di  Sauona,  e  di  Noli  cia  scuna  la  sua;  voltarono -
  a  dietio,  e  se  ne  tornarono  a  casa.  Questo  Conte  Arrigo  fù  molto  ardito, -
  elbellicoso,  si  che  quell'anno  medesimò  fege  onorate  pruoue  contra
Viniziani,  e  Turchi,  e  ando  a  soccorrere  ol  Conte  di  Tripoli,  che  era  stretcò -
  da  gli  infedeli  ,  e  perche  in  questo  soocorso  bondusse  seco  vna  scelta
ſchiera  di  giouani  Genouesi,  che  si  portarono  onoratamente,  è  furono  di
gran  giouamento  la  Cristiani,  il  Conte  di  Tripoli,  per  mostrarsi  grato  di
tanto  beneficio,  rinouò  alla  nazione  Genouese  i  priuilegi,  che  già  le  erano
stati  dati  in  Antiochia;  in  Tripoli,  e  pertutta  la  Soria,  ma  per  l'antichità
etano  disusati,  e  là  serè  franca  di  tuttidazi,  e  gabelle;  e  le  diede  facoltà  di
tener  propia  Chiesa,  corte,  e  contrada  Lanno  seguente  sestò  di  quel  secolo, -
  nel  quale  fu  Podestà  Giouanni  Strusio  huomo  forestiero,  se  ne  passo
fra  due  popoli  con  gli  vsati  latrocinijma  nel  seguente  anno  settimò  di  quel
secolo,

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