Libro Terzo.
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ni, e con varie opportunità erano venute al ferro, e al sangue , e con l'aiuto
del Proposto, e dell'Arcidiacono della Chiesa Catedrale fece pace tra le
famiglie dalla Volta, e da Corte, e fra i d'Oria, e Porcelli, e tra Leccaueli,
e Cassici; e questi due prelati per virtù , e per prudenza molto ragguardeuoli, -
essendo passato a miglior vita Bonifazio Arciuescouo di Genoua,
chiamarono nella città Ottone Veſcouo Bobiense, e lo sostituirono in suo
luogo, il qual carico fù loro delegato dal publico consiglio della città, e
dal sagro Clero, secondo l'uſanza de gli antichi. In quei tempi i Prencipi
Latini cacciati con l'aiuto de Viniziani i Greci, occuparono l'imperio di
Goſtantinopoli, e vna naue Viniziana portando a Vinegia molte ſagre reliquie, -
che erano tocche loro nella preda di quella città (percioche non si
hebbe riſpetto ne anche alle coſe ſagre) fù presa per cammino da Donde
dio Bo fornaro cittadino Genouese, che passaua per quei mari con due
sue galee, il quale trouate queste reliquie le donò alla Republica. L'ultim
anno, che fù Podestà Giuffredotto, che fù il quarto di quel secolo , furono
disfatte due fortezze fabbricate da popoli della valle d'Arocia, e d'Oneglia, -
e furono acchetati i tumulti mossi da loro, ed essi condannati in danari.
In quei tempi gli odij, che tra Pisani, e Genouesi non s'erano mai estinti , si
sfogauano più toſto con latrocini, che con aperta guerra, che non restauano -
quelle nazioni di farsi l'una a l'altra vicendeuoli danni , e impedirsi
i traffichi, e la nauigazione, senza fare coſa degna di memoria, se non che
Ricouero Pisano famoso corsale di quell'età venuto a battaglia con vna
sua galea, con vn'altra di Vgo Caffaro Genoueſe fù da esso ammazzato.
Quest'anno medesimo fù fatta da Genouesi vna cosa memoreuole, perche
essendo morto Arrigo Imperadore, ed essendo Federigo suo successore assente -
, e per la tenera età non ancora sofficiente al reggimento del regno,
le coſe della Cicilia erano sciolte senza capo, e senza gouerno; la onde i
Piſani preſa quella occasione spinsero alcuni corsali non volendo, che la
città apparisse colpeuole, che occuparono la città di Siracusa, che dall'Im
perador Barbaroſſa era già stata donata a Genouesi, e data loro in feudo,
e ne cacciarono non solamente il popolo secolare, ma il clero ancora insieme -
col Vescouo; e questi ladroni seguitando di corseggiare infestauano
co loro rubbamenti non solamente i Genouesi, ma chiunque daua loro
nelle mani. Onde i Genouesi diliberarono di perseguitargli con pia, e giuſta -
guerra, pretendendo molte, e varie ragioni, si perche studiauano di racquistare -
vna cosa, che era ſtata loro donata, e però vi haueuano sopra ragione, -
si perche andauano contra loro perpetui nimici, co quali haueuano
continoua guerra, si ancora perche l'arme vſate contra corsali, e ladroni
non sono mai ingiuste; onde perche haueuano molte naui sparse per tutte -
le riuiere di Leuante pervarie cagioni, non ordinate più al traffico, che
armate ancora per la guerra, quando il bisogno l'hauesse richiesto, mandarono -
Alamanno Coſta, huomo valoroſo, e di molta ſperienza con vna
naue ottimamente fornita di tutte le cose opportune , sopra la quale is'imbarcò -
vna ſchiera di valorosi guerrieri, a ragunarle insieme, e condurle a
Siracuſa, il quale incontratosi per cammino con vna naue Pisana fornita
appienò di tutti gli apparechiamenti da guerra, e venuto con essa allé mani, -
doppo lunga, e ſanguinoſa battaglia la preſe; e poi seguitando l'incominciato -