Libro Secondo.
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peradore fu tale, che preuenne li detti Re, passati vari pericoli e molticontraſti -
ritardanti il suo cammino, arriuò finalmente nella Soria con potente -
esercito, ma l'impresa hebbe infelice fine; perche egli ne confini d'Antiochia -
nel paſſare il fiume Selefio, che i moderni chiamano fiume del
ferro, che era grosso, u aunego dentio, l'anno trigesimo settimo, del suc
Imperio, huomo bellicoſo, e ragguardeuole per le chiare sue virtù, se la
fama della crudelu, e da persecuzione del sagro Pontefice non hauesse
macchiato le sue lodi. Ma i Genoueſi ſenza metter indugio al fatto man
darono nella Soria vna grossa armata ſotto la condotta di Guido Spinola -
vno de Consoli, col quale nauigò Niccolo Embriachi, Fulcone da Castello, -
Simone d'Oria, Baldouino Guerci, Spezza pietra, e Roſſo dalla Vol
ta con gran numero di fanti, e di caualli. Questi arriuati alle marine della -
Soria ſi congiunsero col rimanente dellefercito, che assediaua la città
di Tolemaide, che i moderni chiamarono Acone. Fra le principali cagioni, -
che mossero gli assediati a rendersi, s'annouerano le macchine da
guerra portate; è fabbricate là da Genbuesi. L'anno seguente nouantesimo -
di quel secolo essendo riuoltate tuttte le cure de Cristiani alla guerra,
Filippo Re di Francia essendo dimbrato in Genoua venticinque giorni,
e abboccatosi in persona per trattare delle bisogne della guerra con Ricciardo -
Re d'Inghilterra, che ancor esso era venuto a Genouâ, ne vi si fermò -
più d'un giorno, accompagnato do gran numero di Prencipi, e di Baroni -
imbarcatosi sopra l'armata s'inuiò versola Soria.
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Ilfine del Secondo Libro.
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