DUITA
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la ridente Acquasola, tanto valeva il far cosa nuda
di ornati e di tetro carattere quanto intristire di
alquanto la passeggiata. Ma nell’ interno s’ ebbe
in occhio la miglior distribuzione, senza di che
andrebbe perduto il fine dell’ opera ; e se parecchi -
difetti gli si appongono da’ notomisti, in parte
li scusa l’angustia del sito, in parte se ne scolpa
Bartefice co’ primi disegni. Cosi, secondo accade
più volte, stringeano l’ autore con doppia legge
e la natura del luogo e l’economia de’ dispendii.
Fu necessario, a cagion d’ esempio, lasciar nei
tre lati della fabbrica che men si mostrano, un
interrato che a cosi dire la fascia per l’altezza
d’ oltre a quattro metri; nè fu poco se l’architetto -
divisando a sei il vano del piano terreno,
ottenne bastante chiarore dalla luce che di sopra
a quell’ ingombro vi penetra, e ventilazione dall’aria -
che vi s’ insinua. La seconda impalcatura
si destinava per un terzo a’ sanitarii di Pammatone -
, pel rimanente agli studi anatomici della
R. Università; e però si voleano assai parti in
area meschina; doppio accesso e doppia scala e
più d’un laboratorio a’ bisogni degli uni e degli
altri; talchè se il campo bastava per avventura
a una sala di conveniente larghezza , fu giuocoforza -
rimpicciolirla, rosicchiando tanta superficie
da cavar fuori gli anzidetti locali. Basti adunque
che l’ artista non fu libero nel proprio lavoro;