GIORNATA
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dietro a quel sommo, conosciuto forse da lui in
istampe o disegni che se ne pubblicavano, e che
guai alla sua fama se non temperava quel malaccorto -
genio con più severi esempi; poichè l’ altezza -
del Buonarroti che trasse a rovina ogni
seguace, non avrebbe privilegiato lui solo. Rappresentò -
quivi l’eccidio de’ figliuoli di Niobe, e
ne’ peducci che corrono intorno alla medaglia acconciò -
figure di deità. Il soggetto gli diè campo
a sbizzarrirsi in quanti giuochi d’anatomia, e stranezze -
d’atteggiamento, ed abusi di scorciature
poteva egli desiderarsi; e di tutto questo v’ è tale
sovrabbondanza, anzi un dispendio si cieco che
forse ogni parte d’ artista v’ha un titolo fuorchè
la natura. Anche il modo di tingere si conforma
a quel tetro e fanfastico carattere ; toni esagerati, -
taglienti ombre, tocco sprezzato e baldanzoso -
che però fa stupore in quello stesso che
ripugna alla verità ed alla grazia. Aggiunge il
Soprani, che Luca non pose mano sull’intona
co se non col soccorso d’un semplice schizzo di
segnato in carta, e non si tarderebbe, pur senza
un tal racconto, a congetturarne da dintorni scorretti, -
e dall’ esagerato d’ogni membro; ond' è
poco invidiabile un tale sforzo.
Con simil metodo (se ha metodo un si licenzioso -
dipingere ) si condusse nell’ affresco d’ un
attiquo Salotto ove figurò non so quale battaglia