GIORNATA
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ció con altro ordine gli scomparti, e questi oc
cupò con arabeschi di bellissimo effetto. L’Ales
sio intese a profittare delle nuove distribuzioni
da svegliato e sagace ingegno qual era, e, se vogllam -
rendergli giustizia, vi pose una diligenza
che non è d’ogni suo frutto. Ne’ semicircoli compose -
episodii della Gerusalemme che brillano per
tinte vivaci, leggiere , armoniose, e soprammodo
dilettano colla varietà delle idee, e nel fregio
abbozzò di chiaroscuro le più chiare geste dei
genovesi. E sovra l’arco delle due porte finse il
rilievo di quattro immagini della Fama con si
raro artifizio, che non le crederesti dipinte prima -
di avvicinarti sott esse e spiarne l’inganno.
E finalmente negli intercolonii della loggia figurò a
chiaroscuro quattordici statue d’illustri genovesi,
delle quali s’onorano e gli studi della milizia con
un Guglielmo Embriaco, un Andrea Doria, un
Megollo Lercari, un Ambrogio e un Agostino Spinoli, -
e le Muse con un Chiabrera e un Frugoni,
e la storia con un Caffaro, e la nautica coll'unico -
Colombo, e le arti del disegno con Marino
Boccanegra, e Luca Cambiaso, e Bernardo Strozzi, -
e gli annali della Pietà e della Religione con
Bartolomeo Bosco e il ven. Carlo Spinola, gemma
fulgi dissima della famiglia da cui discende l’attual -
Possessore. Per certo venne da lui questo
gentil pensiero di far del vestibolo un quasi tem¬