QUINTA
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ottenerlo nelle sue tavole posteriori. — Gli sta rimpetto -
un Crocifisso di Pellegrino Parodi figlio al
Domenico; pittura debole e di mala tinta, e per
giunta ingiallita dal tempo, tale insomma da non
farci dolere ch’ altra cosa di lui non si trovi al
pubblico. In queste due cappelle fu dato luogo.
non ha molto, a quattro miracoli di S. Camillo.
che sono la guarigione d’ una febbricitante, la
vista restituita ad un cieco, la conversione d’una
peccatrice , e l’acqua mutata in vino. Le dipinse
a tempra nel giro di pochi giorni, nè senza un
tal brio che diletta, Gio. Agostino Ratti quando
si celebrò la canonizzazione del santo, della quale
mentr’ io scrivo, si festeggia l’ anno secolare con
bella pompa di riti e gran festa di popolo.
La tavola di S. Camillo in adorazione del Crocifisso, -
e dell’Assunta contemplata da’ santi Luigi
Gonzaga e Nicolò di Bari furono sostituite in diverso -
tempo da Giuseppe Passano a due altre più
antiche sugli altari di fianco alla cupola. Erano
queste di Domenico Parodi e di P. Paolo Raggi,
pittori assai discordi nelle massime, ma che in
tali opere parvero congiurati a farla da mediocrissimi -
artefici. Stettero lungo tempo appese nel
chiostro, poi ne furono tolte, son pochi anni, con
niun discapito del luogo, con molto utile per
la fama de’ loro autori.
Se i limiti dell’ opera mel concedessero, fa¬