GIORNATA
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i dipinti del vôlto e delle pareti, che rappresen
tano l’assunzione, il concepimento e la presentazione -
di N. D. Del primo abbiam veduto oggi
mai si gran numero di quadri, che il ragionare
dello stile non potrebb’essere se non una ripetizione -
di cose già dette ; laonde noverando il presente -
fra i più accurati e di miglior tinta avremo -
supplito al nostro debito. Quanto all’altro,
che, salvo questi affreschi, non ha opera in Genova, -
ci toglie il parlarne con qualche diffusione
il malo stato a cui li condusse il tempo, od il
cattivo apparecchio, o forse più ch’ altro l’umidità -
che infesta le mura. Ne’ pochi brani che rimangono -
intatti discerno quel pregio che mai
non manca alla naliva sua scuola; ed è certa vivacità -
d’espressioni, e ilarità di tinte che sfor
zano a lodarlo a malgrado della sinistra prevenzione -
che la storía ci dà del suo animo. Da que
sto pregio all'’infuori non veggo cosa che me lo
faccia distinguere dal volgo de’ mediocri; ed è
cosa che fa stizza il sapere com ei fosse millantatore -
continuo e noioso d’ogni sua linea, quasi
che venendo a Genova toccasse un paese di Visigoti. -
Venne nel 1610, ed ebbe ospitalità da Taddeo -
Carlone; benchè l’estrema penuria de suoi lavori -
mi fa credere ch’egli non vi restasse a lungo.
Indi a tre anni mori l'ospite; ma non cercherei
in questo la cagione del suo allontanarsi. E pià
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