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QUINTA
gliori contemporance, paragonata a quelle del
fratello è una gemma di pittura. V’ ha, se non
altro, buona compósizione , pieghe cercate sul
vero, esccuzione diligente; e il nudo di Cristo
se non è atteggiato con dignità, è però disegnato -
con esattezza e con attenta imitazione di
natura. Il difetto più grave è una certa durezza
ne' contorni, e uno snervato nelle tinte che
paiono mentire all’ età già colta anzi al maggior -
fiore delle nostre scuole ; ma chi nol perdonerebbe -
ad uomo che già varcava della sua
vita il settantacinquesimo anno, e per mattezza
di cervello avea cessato più lustri dal dipinge
re? Perchè non gli si apponga più mediocrità
di quella ch’ebbe, è necessario ch’io noti, esser -
ritocca in parecchi luoghi la tavola, specialmente -
nel campo, e nelle figure ritte in piedi
sulle ultime linee, ed essere moderna aggiunta
del Palmieri quel S. Giovanni Battista che riempie -
al disopra un semicircolo, appiccicatovi
secondo io credo, allorchè l’ opera del Calvi fu
trasferita da un luogo all’ altro.
Due forestieri eseguirono le pitture per la seguente -
cappella intitolata alla visitazione di Maria.
L’uno è il pisano Aurelio Lomi che fece la tavola -
dell'altare, figurandovi i santi Ignazio ed A
gostino in atto di contemplare il suddetto mistero; -
l'altro Ottavio Ghissoni sanese, di cui sono