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getto non ancor noto fra noi per alcuna scrittura. -
Guadagnando la corta salita che corre sul fianco
sinistro della chiesa, e piegando al sommo ove
ci porta la via, siamo in breve alla Contrada
delle Fucine, alla quale io torco il cammino per
raccôrre con tutta esattezza e con miglior ordine
i monumenti che rimangono al fine della quinta
giornata. Delle Casacce ond’ era la strada fre¬... -
« Lo trascrivo l’ epigrafe che é intorno alla base,
« la qualel, s’io ben rammemoro, non è che un cerchio
« o fascia di poca larghezza: MCCCCLXXIII die prima Juli
« ho (sic) opus fieri fecit domna Juliana abatissa mo¬« -
nast. (sic) i S. Thomae et Socia (questo segno
« indica quattro buchi). Vedrà con quale strana genera¬« -
zione di lettere è scritta; sono ipergotiche, bestiali. Ad
« onta di questa iscrizione con data cui segue il fieri fecit,
non credetti che questo capo fosse lavoro del tempo segnato, -
ma di assai anteriore . . . . . . Sappiamo isto-« -
ricamente che del 1296 il capo di S. Limbania già separato -
dal corpo era incluso in un reliquiario rappresentante
il capo dell’ istessa santa; e ciò dalla relazione d'un
« miracolo di cui si fece processo nella Curia arcivescovile
a e che è riferito al capo xxiii della vita stampata. Os¬« -
servai che la parte inferiore del reliquiario è una giunta
« o ristorazione, anzi fui quasi per sospettarci due diversi
« riloccamenti. Non ha bisogno ch’ io le dica che nel tempo
« della santa il monastero era sotto la regola di S. Be¬« -
nedetto, e ch’ egli è molto antico, trovandosi memoria
« d’una Bellanda abbadessa del 1154 (Montaldi pag. 65)
« che nel 1510 vi entrarono altre monache, cioè Agostinia¬