CIORYATA
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il negherà a Paris Bordone di cui è un terzo
ritratto vestito di giaco, nè al sommo Tiziano,
a cui pare da ascriversi un quarto d’ uomo con
lunga barba. Nè saprei derivare se non da lui
o dalla sua scuola il quadretto della sepoltura
di Cristo che brilla fra i circostanti per un colorito -
che sembra una gara di vivacità, di forza
e d’armonia, o meglio un accordo di tutte in
una. Il nome di copia non mi farà escludere
dall’ elenco una sacra Famiglia e una Vergine
col bambino ritratte dagli originali di Raffaello
con tanto garbo che fa sospettarle d’alcuno allievo, -
e una terza di consimile argomento cavata -
da Antonio Allegri. Noto confusamente un
ritratto d’uomo con berretto, di scuola olandese, -
una Maddalena del Guercino, un S. Francesco -
del Ribera, e un ovale con vacche del
Castiglione, perchè in linea de loro autori non
han cosa che li distingua. Senzaché ci distolgono -
da ogni altra vista ben cinque tele di Guido -
Reni alternate su queste pareti; numero copioso, -
anzi meraviglioso per un privato, se consideri -
come sien scelte. E a dir vero, molti
palazzi non hanno ugual sorte, benchè delle opere -
del gran bolognese pongano in mostra oltre
il doppio; tanto è il divario tra quelle ch’ ei
lavorò con affetto d’artista, e quelle che oppresso -
dai debiti e trascinato dal giuoco allestia