Volltext : Guida artistica per la città di genova (2)

CIORNATA
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ristilio,  retto  da  cariatidi,  e  inghirlandato  di
frutta  e  fiori,  il  quale  par  concepito  ad  annunziare -
  le  bellezze  dell'  interno.
Le  prime  osservazioni  si  diano  alla  Sala.  Non
v’ha  pittura  che  non  sia  d’autor  bolognese,  meno
gli  ornati  di  due  reggiani,  Giuseppe  Davolio  e
Gaspare  Bazzani.  Ogni  storia  è  relativa  alle  geste -
  d'Achille.  Jacopo  Ant.  Boni  esegui  l'  affresco
prendendo  argomento  dalla  favola  di  Vulcano
che  consegna  a  Teti  l’armatura  da  vestirne  l'eroe, -
  e  aggiungendo  negli  angoli  le  figure  di
quattro  fiumi.  Fece  pure  uno  de'  grandi  quadri
laterali  ov  è  Achille  che  si  stacca  da  Chirone
per  abbracciare  la  madre  ;  ma  in  questo  mise
più  tardi  i  pennelli  Giuseppe  Galeotti  e  rinforzò
le  tinte  scolorite  pel  troppo  tenue  impasto,  diportandosi -
  però  da  valente  ristoratore.  Le  condizioni -
  dell'  arte  genovese  sulle  prime  decadi  del
settecento  cominciavano  a  disyogliare  de’  pennelli -
  cittadini  i  ricchi  patrizi  che  intendevano  a
decorare  i  loro  palazzi  con  magnificenza  eguale
all’  antica  ;  e  ne  abbiamo  prove  negli  stranieri
invitati  ad  opere  in  tela  e  sul  fresco.  I  Durazzi
prescelsero  saviamente  per  questa  sala  la  scuola
bolognese  come  la  più  dotta,  anzi  l’unica  che
in  epoca  d'universale  corruzione  si  tenesse  in
guardia  contro  il  malvezzo,  non  perdendo  di
vista  lo  studio  del  vero,  la  ragione  de  concetti
            
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