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QUINTA
In quest anno medesimo si gittaron le basi
del Monte di Pietà in Genova, al cui governo,
si preposero un numero di cittadini, capo l'Arcivescovo -
a tempo. Afferma però l’Accinelli, che
quest’ Opera non fu ridotta in magistrato formale
prima del 1569, e consta da altre memorie che
una volta munita dell'assenso papale, e della
sanzione del Governo frui di tutti i privilegi soliti -
concedersi ai pii stabilimenti, quali per atto
d’esempio le immunità, e l’indipendenza dai
tribunali ordinarii sia per le cause criminali,
come per le civili, e per ogni controversia che
riguardasse l'amministrazione del Monte. L’impulso -
che innalzava quest' altro monumento di
carità cittadina fu cagione che infin da’ principii
i più facoltosi si unissero ad agevolarne i progressi, -
impiegando considerevoli somme nel Monte, -
contenti di un tenue frutto, o legandogli in
morte non poca parte de’ lor beni; onde crebtro. -
Avvi una moltitudine di persone, sedute all’ intorno,
degne di lungo esame perchè ci mostrano la foggia degli
abbigliamenti che si usava a quell’ epoca. In un secondo
cartello é segnato il motto : MONS PIETATIS, e questo mi
par che significhi alcuna cosa di più che aver lodata e predicata -
quell’ opera pia. Il quadro si conserva presso un mio
amico, il Sig. Francesco Falcone passionato ricercatore di
genovesi antichità; ma se un giorno pervenisse al locale
del nostro Monte, sarebbo nel miglior seggio che gli convenga. -