Volltext : Guida artistica per la città di genova (2)

QUINTA
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di  tipi  stranieri,  o  dopo  i  suoi  viaggi  s’  invogliasse -
  di  ricondursi  a  memoria  gli  studi  giovanili, -
  questa  tela  risente  le  severe  bellezze  della
scuola  del  Cambiaso,  ed  ho  già  detto  che  Bernardo -
  ha  più  applausi  ove  meglio  si  attiene  alle
prime  imitazioni.  Non  giova  indagar  l’  autore
degli  affreschi  che  son  nel  vólto,  cattivi  anzi
che  mediocri,  e  inutilmente  ho  cercato  quello
della  tavola  che  è  sull’  altare  della  cappella  a
sinistra,  ove  è  il  Redentore  co’  santi  Matteo  e
Nicolò,  e  le  figure  de’  patroni,  pittura  ambigua,
ma  da  recarsi  a’  discendenti  del  Cambiaso.  Gli
affreschi  con  fatti  della  passione  e  la  Trinità  nel
mezzo  son  facili  a  riconoscersi  per  lavori  di
Giuseppe  Palmieri,  ma  non  degni  che  lor  s’  aggiungano -
  altre  parole.
Ebbe  la  chiesa  un  altro  ristoro  poco  dopo  il
1820  per  cura  del  benemerito  abate  De  Filippi;
ma  nulla  vi  si  mutò,  se  non  in  quanto  s’aggiunsero -
  nelle  navate  laterali  i  busti  degli  Apostoli. -
  Nè  questi  voglion  tacersi;  poichè  ne  diede
i  modelli  quel  grande  ingegno  di  Nicolò  Traverso, -
  e  furon  gli  ultimi  suoi  tocchi  ;  Gaetano
Centanaro  li  esegui  in  plastica,  e  v’acconciò
sopra  di  tela  il  panneggiamento  con  un  garbo
che  imita  il  suddetto  maestro.  E  non  tacerò
(benchè  stia  al  pubblico  non  più  che  un  giorno
dell’  anno)  il  bel  gruppo  d’  Anton  Maria  Mara-
            
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