QUINTA
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lampa funerea sull’apice. Ne secondano il giro
con mirabile composizione due putti o genii dolenti -
in vista di tanta morte, e adagiati sovra
fasci di cipresso; l’un de’ quali tien rovescia una
face e abbassa gli occhi accennando alla spenta
vitalità, l’altro la innalza quasi a simboleggiare
la immortalità del nome serbata ai sommi oltre
il sepolcro. La morbidezza di quelle tenere membra, -
il gesto infantile, la pietosa espressione
ti fan per poco dimenticare che tu hai l’occhio
su duri marmi, cosi bene muovono; e vorrebbono -
ogni lode se minor parte avesse l’architetto -
in quest opera. E molte ne defrauda all’artista -
la memoria del sepolto, che assale ogni
osservatore colle sue mille grandezze, co’ trionsi
del guerriero, colla carità del cittadino, colla
prudenza del magistrato , colla chiarezza del
nome. E molte convien pure ch’ io ne taccia
perchè l’articolo non s’ allunghi oltre le divisate
proporzioni, restandomi ad aggiungere alcuna
linea circa le decorazioni che il Montorsoli ideò
per la chiesa.
Intendi le plastiche onde s’adornano il vôlto,
la cupola e il presbiterio. Questa scomparti in
bei lacunari, e cinse d’ un fregio di putti, oltre
a figure di santi che compose in ispazi ovali
e di sibille nei lati. Per la fronte del coro disegnò -
due profeti che fiancheggiano la statua del