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CIORNATA
rimonti ad età più antica, lo attestano i vestigi
della primitiva architettura sulla facciata; cioè
quell' ordine d’archi a sesto acuto che la circonda. -
Ma il più prezioso avanzo sono alcuni
dipinti, lavorati essi pure sul prospetto, e sfuggiti -
quasi per miracolo allo scialbo e agl’ intonachi. -
Parve al marchese Pietro Selvatico che
non ha molto si piacque di visitare la nostra
città, di riconoscervi lo stile di Carlo del Mantegna; -
ed io m’ acconcio volontieri al giudizio
di Lui, noto all’ Italia per somma intelligenza
nelle arti leggiadre, e per dotte scritture che
gli assicurano la lode di finissimo intelletto educato -
alla cognizione del bello, e di critico severo -
e profondo. D’altra parte sappiam certo che
il Mantegna lavorò in Genova sui primordii del
cinquecento chiamatovi dal grande Ottaviano
Fregoso; ed è un conforto per noi il credere
sull’autorità del suddetto marchese, che una almeno -
delle tante sue opere ingoiate dal tempo,
sopravvanzasse allo strazio ingiusto. Queste rappresentano -
fatti di storia genovese ; ma non ci
è dato il dirne più in là, sia per l’ altezza, sia
per la misera condizione a cui son ridotte. Altri
affreschi con putti ed ornati coprivano la fronte
del palazzo, e parecchi frammenti ne traspaiono
dall’imbiancatura sul destro lato. Ma quelle istorie -
sovrattutto dovrebbero raccomandarsi all' in¬