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GIORNATA
facciata ne par trapunta, ma con ordine, se non
altro, e simmetria, e senza que’ capricci con cui
molti de’ suoi eguali ostentavano un ingegno che
non avevano. Ma dagli studi di Roma tornava
indi a non molto il figlio, ricco la mente degli
antichi esemplari, e bramoso di propagarne la
eccellenza ovunque gli si porgesse occasione. Nè
gli tardò; poichè i Negroni, fatti accorti del suo
sapere, gli commisero di decorare con nuove
linee le scale e’l superiore appartamento, sovrattutto -
la sala, che priva d’ affreschi pareva
adontarsi della sua nudità frammezzo a tante bellezze. -
Carlo Barabino ne fregiò le pareti d’ un
bell’ ordine corinzio formato da lesene, ed il
vólto con rosoni e lacunari, e arricchi il tutto
di tali e tanti ornamenti in plastica, che questa
sala vuole aver numero tra le opere più gentili
che si eseguissero fra noi dopo il rinascimento
della architettura. Perchè niun lavoro si defraudi
d’attenzione e di lode, mi soffermo al limitare
innanzi di penetrar nella sala, e quivi al disopra -
della porta addito un busto in marmo del
Pontefice Pio VII scolpito da Giovanni Barabino,
scultore non mediocre, che attinse alle scuole
di Traverso e Ravaschio. Questa effigie è pietoso
tributo di que Marchesi ad un Papa infelice e
magnanimo, postovi nel 1815 quando egli passò
per Genova, non già memoria che quivi en¬