Full text : Guida artistica per la città di genova (2)

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QUINTA
e  li  ebbero  tali  da  potersi  mandare  ai  posteri
come  un’  imagine  della  loro  grandezza,  e  una
prova  del  loro  accorgimento  nello  scegliere  gli
artisti.  S’  io  verrò  enumerando  quel  molto  che
sfuggi  al  suddetto  scrittore,  non  mi  sia  apposto -
  a  malo  animo;  io  son  devoto  alla  memoria
di  lui,  che  primo  fra  tutti  insegnò  come  Genova -
  abbia  tal  copia  di  bellezze  da  ingrossarne
un  volume,  e  imporre  silenzio  alla  noncuranza
straniera.  Ma  s’io  ho  detto  in  principio  che  la
sua  Guida  non  facea  che  segnar  le  tracce  a  un
lavoro  perfetto,  chi  vorrà  incolparmi  quando  mi
studio  di  addurne  le  prove,  e  indicar  le  cagioni
de’  suoi  difetti  perchè  altri  ne  prenda  stimolo  a
supplire  con  miglior  penna?.
L’ordine  della  descrizione  mi  costringe  per
altro  ad  accennar  sulle  prime  alcune  opere  moderne, -
  posteriori  a  quel  libro,  e  di  grand’  onore
ai  Marchesi  che  possedono  attualmente  il  palazzo. -
  Sul  tramonto  dello  scorso  secolo,  volendo
abbellirne  il  prospetto,  ne  affidarono  il  ristoro
ad  un  Barabino,  mediocre  architetto  o  Capo
d’opera  come  allora  nomavansi  costoro,  e  padre -
  dell’  esimio  Carlo,  uno  de’  rinnovatori  dell’arte -
  nostra.  Egli,  incapace  ad  opere  di  gusto
squisito  o  di  genio  fecondo,  si  condusse  almeno
con  quella  modestia  ch’  è  straniera  al  volgo  degli -
  artefici,  disegnandovi  tante  finestre,  che  la
            
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