QUINTA
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ad intonaco lucido per tutto il lor corso se non
dove un ordine di lesene dà loro una semplice
e graziosa decorazione. Di questi rinnovamenti
ha lode l’architetto Gaetano Vittorio Pittaluga,
giovine studioso de’ buoni modelli, e caldissimo
dell’ arte. E quel gentile pennello di Michele
Canzio secondato da valorosi allievi, compose
in tutti i vólti l’ornato ad onestare i vecchi
dipinti, e a miglior comparsa de’ nuovi.
I quali non solo mi traggon sul labbro il nome -
di Federigo Peschiera, fervido intelletto a
cui la patria già promette un bel grado nella
sua storia; ma tornanmi a memoria la signoril
protezione che la generosa dama Teresa Pallavicini -
Corsi largiva negli anni addietro a questo -
ingegno, sitibondo delle scuole di Venezia
e di Roma. Al suo palazzo toccavano di pien
diritto le primizie del Peschiera, che fatto gagliardo -
da quegli esempi anelava a far prove
sul muro che rispondessero alla comune aspettativa. -
Nella parte somma del portico, e nel ripiano -
onde incomincia la scala, gli dieder campo
quattro semicircoli ne’ quali l’opera de’ Calvi per
lor ventura si sperse e dileguò cogli anni. Vi
espresse altri fatti della Bibbia a sua scelta:
Enoc rapito al cielo dagli angeli, Noè ch’ esce
dall’ arca, Saulle che tenta ferir di lancia il gio
vinetto Davide, e la Maga d’Endor che rappre¬