GIORNATA
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noi, dirò anzi necessità, l’ascrivere in confuso
ad Andrea e ad Ottavio quegli affreschi che non
han nome certo o dell’ uno o dell’ altro, giacchè
entrambi vagheggiarono un tipo in gioventù, ed
entrambi lo ammanierarono un tratto nella vecchiaia. -
Ma quanto gioverebbe il sapere a qual
de’ due s’aspettino queste fatture gentili! Poich’io -
non mi so convincere che più d’ una mano
le lavorasse: cosi sono immaginate e condotte
con unità. Si disputa, chi meglio di lor s’addentrasse -
in Raffaello; il dubbio sarebbe sciolto,
mentre non veggo tra l’opere de’ due fratelli
concetti cosi semplici e ragionati, figure cosi
vere e dignitose, espressioni cosi pacate e spontanee, -
tinte cosi armoniose e temperate, imitazione -
insomma cosi dotta e felice del Sanzio. In
essa fu Ottavio più destro, Andrea più tenace ;
l’uno ne colse meglio lo spirito, l’altro le forme -
e i lineamenti; chi potrebbe preferir l’uno
o l'altro in tanta ambiguità? lo terrei pel secondo, -
ove pur dovessi dirne il mio avviso,
tanto è schietta ed accurata la somiglianza.
IL PALAZZO De MarheSI FRATeLlI CAMISO
che, rimpetto a questo, termina sul manco lato
la Via Nuova, ha tal decoro di marmorei ornamenti -
sul suo prospetto, che niun altro può
competergli il vanto; quasi s’adoperasse la pos
sibil ricchezza per fine d’una contrada in cui