QUINTA
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ſatto accorto, innanzi ch’ io il dica, come altri
pittori del secolo precedente fosser chiamati ad
abbellire il palazzo di lor pitture. Non tutti risposero -
al bel pensiero: tristi i luoghi ove si
ficcava quella importuna genia de Calvi. M'è
duopo attribuire a’ figli di Pantaleo due medaglie -
ne' salotti a destra, nell' una delle quali è
Orazio al ponte, nell’ altra in mezzo alle stagioni -
un altro combattimento ch’ io non giungo
a riconoscere, essendo usanza di costoro il lasciarsi -
intendere di raro. E meno discerno quai
fatti si rappresentino in un terzo, ove son nuove
battaglie e nuovi guerrieri, condotti però con
più affetto e sapere, da far credere che Lazzaro, -
vergognando de’ nipoti, risolvesse di lasciar -
quivi alcun tratto di pennello che valesse
la spesa.
Noi per compenso a quelle mediocrità serbammo -
a conclusione dell’ articolo un salotto
ch’ è a sinistra sul primo entrar della sala. Cinque -
scomparti de fratelli Semini adornano il soffitto -
colla rappresentazione di storie romane
che, a giudicarne da quel che appare, si direbber -
le geste di Marcello o di Mummio. Leggiadri -
raffaelleschi s’intrecciano a que’ quadretti ;
il resto della parete ha ornamenti più moderni
sul fare di G. B. Revello, che mal rispondono
allo stile del dipinto superiore. E costume tra