GIORNATA
455
palazzo e la famiglia de’ Possessori. Gli affreschi
che vi lasciò Bernardo Castello ed in parte il
Semino celebran fatti di Romani, perchè niuna
istoria delle più famose paia mancare in si vasto
palagio. Nella vôlta del primo figurò il Castello
nel 1593 in quattro partimenti all’ ingiro la
morte di Cassio, l’unione d’Augusto con Lepido
e Antonio, quest' ultimo assediato in Perugia, e
pościa stretto da Ottaviano a Modena; azioni
tutte espresse con forza, tutte di bell' effetto,
tutte contrassegnate da apposito scritto, ed arricchite -
di figure simboliche in ispazi ovali sugli -
angoli. La pace fermata in Sicilia fra Antonio -
e Pompeo è il soggetto del maggior campo,
sotto il quale si legge: Siculo idem is et M. Antonius -
Sexto Pompeio pacem ineunt. = Ma i quadri -
che sono intorno ci staccano da tali affreschi -
con più cortese invito. A seguir l’ordine
de’ cataloghi, vengono primi due piccoli ritratti
in tavola d'Andrea del Sarto, e un terzo d’ uom
togato del Tintoretto soprapporta. Una tela bellissima, -
ove son figurati in santa conversazione
N. D. col putto e il Battista e S. Giuseppe,
spetta alla prima epoca di Guido Reni, quando
dalla forza de’ Caracci tentava un passaggio a
quella gentilezza che distingue lo stile della seconda -
età. Segue un Presepio del Bassano, autore -
(come vediamo) non raro nelle quadrerie,