Volltext : Guida artistica per la città di genova (2)

GIORNATA
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merosa  sua  corte  l’Infanta  Maria  Teresa  di  Parma, -
  e  a’  nostri  giorni  ne  fece  sua  dimora  Maria
Teresa  vedova  di  S.  M.  il  Re  Vittorio  Emanuele
di  sempre  cara  memoria.  In  tale  occasione  si
volle  aggiunger  decoro  all’  interno,  male  ornato
dagli  antichi  signori,  quasi  bastasse  la  mole  e
la  maestà  del  palazzo  agli  onori  della  famiglia.
Le  nuove  mutazioni  dispersero  in  parte,  in  parte
celarono  le  nuove  opere  di  pittura,  ma  con  più
utile  che  danno  del  luogo.  Non  dipinsero  giammai -
  con  tanta  fretta  o  svogliatezza  il  Paganelli,
l’Alessio,  il  Passano  e  il  Fontana,  a’  quali  s’  uni
il  Fea  piemontese,  artisti  che  appena  si  lodano
ove  son  più  studiati.  Alcune  plastiche  fecero  il
Gaggini  ed  il  Carrea  sulle  pareti  della  sala  e
d’una  stanza,  ma  solo  ad  oggetto  di  decorazione, -
  ch’  è  quanto  a  dire  con  poco  stimolo  a
mostrarsi  valenti.  Non  so  quali  de’  suddetti  affreschi -
  vi  rimangano,  quali  si  cancellassero  o
nascondessero,  nè  mi  curo  di  saperlo  per  non
aggiunger  biasimo  a’  tempi  nostri.
L’uso  del  palazzo  fu  concesso  nel  1858  a
Padri  della  Compagnia  di  Gesù  per  istabilirvi
un  R.  Collegio  e  Convitto.  La  brevità  dell’  articolo -
  ci  permette  di  notare  in  iscorcio,  quale
sia  l'ordine  di  queste  scuole,  e  quali  gli  studi
che  vi  si  apprendono.  Il  numero  de  convittori
attuali  è  d’  ottanta  circa,  degli  alunni  esteri
ALiZer  Guida  di  Genova  Vol.  II.
            
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