QUINTA
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bene questi ultimi sien tali da onorarsene ogni
signorile gabinetto. Ma corron gli occhi sui tre
dipinti annunziati più sopra, e forse corrono prima -
sovra quello di Pietro Paolo Rubens rappresentante -
lui stesso colla sua donna, un fauno e un
amorino. La lascivia non ebbe mai più lusinghe
che in quest’ opera, ove tutto brilla e sorride
per quell'incanto di colori, che se non è il più
sobrio e naturale, certo è il più lieto. Sorprende -
nella femmina la bianchezza delle carni, che
per magistero di riflessi tondeggiano e risaltano
vicino a quelle del pittore, si trasparenti in tono
più riposato, che diresti il sangue circolarvi dentro -
e scaldarle. Gli sta rimpetto, nè però l’oscura -
il più brillante ed ardito de’ veneziani Paolo
Cagliari, col martirio di santa Giustina. Ma gli
artifizi son diversi. Tutto è quivi armonia, lucentezza -
, varietà; ma non cercarne le cause
ne’ contrapposti onde par che si giovino altre
scuole ; si nel magistrale equilibrio delle tinte,
nel perfetto uso della prospettiva, nella nettezza
del pennello; cose tutte che diresti privilegio
de’ veneti, e ne’ quadri di Paolo sono un vero
fascino agli sguardi. Cóloro che sovra ogni dote
d’artista amano le nobili espressioni, i concetti
semplici ed affettuosi, la natura senza pompa e
prestigio, staranno lunga pezza senza battere
palpebra innanzi alla morte di Cleopatra, vasto