GIORNATA
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istorie d' un sol pittore genovese, l'ab. Lorenzo
Defferrari. Egli, effigiato nel mezzo del soffitto
il Valore quasi espressione d’ogni virtù, venne
cercando nella storia di Roma i subbietti più
acconci a distinguerle e commendarle. Negli angoli -
della suddetta medaglia, Scipione che arringa -
in Senato allude a prudenza di magistrato, -
le Vestali in custodia del fuoco alla santità
de’ sacrifici, le Matrone romane che offrono a
pubblico bene i lor tesori, danno esempio di
carità cittadina, e Costantino trionfante, di mi
litare coraggio. Seguitan le istorie sulle pareti,
non più colorite sul fresco, ma co’ metodi a
tempra in quattro tele, e (se vogliam mostrarci
sinceri) con più languore che perdonar non si
possa alla gentilezza dell’ abate Lorenzo. V’ ha
Numa Pompilio che sacrifica sulle sponde del
Tevere, Manlio Torquato che condanna il proprio -
figlio a morte, Scipione che restituisce a
Lucio la fidanzata, e Muzio Scevola che innanzi
a Porsenna mette la destra sugli accesi carboni.
Si nobilita la stanza dall’ altezza di tanti subbietti -
meglio che da’ pregi dell’artista, del quale
già vedemmo e vedremo più nobili frutti. Nondimeno -
sarà chi domandi: non avea la storia
genovese argomenti da proporsi al pittore per
istimolo di patria virtù, riguardevoli al par degli -
antichi? Poichè questi palazzi costrutti ed