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QUINTA
dini. Cristoforo Colombo, ritto sopra un naviglio -
intorno al quale scherzano Virtù e marine
divinità, tiene con una mano la scoperta America, -
coll’ altra accenna i confini posti da Ercole -
e varcati da lui; pensiero che racchiude
una lunga serie di grandi imprese, ed attesta
la molta fantasia del pittore. Il quale compi l'ornamento -
della sala co’ sei spazi che vediamo
sovra le porte ove campeggian figure di scienze
ed arti, e colla Liguria dipinta nella principal
facciata a chiaroscuro, bellissima nel concetto,
nel disegno accurata. Ma non son queste le doti
che s’abbian sempre a cercare nel Baratta, sibbene -
la fecondità delle idee, e sovrattutto la
franchezza della mano, l’impasto saporoso, e
quel tocco risoluto che è prova di genio sortito -
a grandi cose. Da più sostanziali prerogative
lo sviò l’incerto gusto de’ contemporanei, onde
egli fra i nostri è quasi suggello di due secoli
più licenziosi che cauti ; ma in questo palazzo
non n’ ha accusa, poichè non v’ ha linea di corretto -
affrescante, o se pur v’ ha, non è tale da
fargli ombra.
Si giunge per le seconde scale ad un atrio
nel cui soffitto Gio. Andrea Carlone finse con
tinte oltre il suo costume gentili, l’allegoria
d’una Virtù che s’ abbraccia ad una piramide su
cui sta scritto: Monumentum virtutis. Ma ci si