GIORNATA
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l’istoria, ch’ egli apprendesse l’ arte da Polidoro
e Maturino, principi alla sua età nel genere de'
monocromati; poichè il manifestan queste opere
non solo coll'imitazione, ma ben anche col plagio, -
mentre v’han tratti rubacchiati con diligenza -
da’ fregi loro. Altre parti, ove si scorgono
grossolani errori di proporzioni e di contorno
si debbon recare a lui solo, ove pure non si
suppongano ritocche nel corso degli anni. Parti
presto da Genova, alla quale più che col dipingere -
fece servigio col condurle e abbandonarle
crudelmente il Bergamasco, che protetto da un
genovese patrizio la decorò poi di tante e si
squisite pitture. Visse il Busso il resto degli anni
in Venezia o nella natal Lombardia, e in Milano
nel palażzo del duca di Térranuova lavorò in
competenza de’ nostri Semini. Ne parlano con lode
il Lomazzo e il Ridolfi scrittori di quelle pro
vince. Per quel che conveniva al mio scopo io
ne ho detto già troppo; resta che il lettore si
rechi innanzi a que chiaroscuri, continuando infino -
al sommo il primó tratto di questa salita.
Non parrà troppo l’ascendere, poichè oltre
a’ lavori del Busso c’invita a questo luogo un
ORA to l titolo DELLlo il quale
trovasi in capo alla scala d’una casa che ci
sorge di fronte, e c invita per diverso e più
alto argomento. Non fregio di pitture ne altra