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luogo l'aggiungère che questo Ottone come uomo -
autorevole e degno fu delegato nel 1163
insieme ad altri abati e prepositi e canonici alla
elezione d'un successore all' arcivescovo Siro,
che cadde, come già notammo, in Ugo della
Volta arcidiacono della cattedrale.
Il Rev. Ag. Verme canonico di questa chiesa,
nel suo testamento rogato l’anno 1542 dal notaro
Nicolò Pallavicino ordinò una perpétua massa,
composta di quattro mansionarii e quattordici
cappellani, assegnando pel loro mantenimento
alcuni suoi luoghi di S. Giorgio, che basterebbero -
a tale effetto quando fossero moltiplicati
ſino al numero di 280 1. De' massari o fabbricieri -
trovasi la prima memoria ne cartularii di
S. Giorgio sotto il 1392; erano allora eletti da'
parrochiani nel passato secolo, dal Serenissimo
Senato, e rappresentavano il corpo universale
della parrochia.
Non è forse chiesa di cui abbondino le mémorie -
quanto la presente. Non sarebbe difficile
il distendere la serie cronologica de' suoi prepo¬1 -
I mansionarii però e i cappellani vi esisteano molto
innanzi. Concorsero nel secolo xv alle spese d’ una cisterna
nel chiostro, ov' è iscrizione : MCCCCLY die XXIIII nov. -Ad -
honorem Dei et beatae Mariae Virginis fieri fecerunt hanc
cisternam ven. viri Praepositus, Canonici, Mansionarii et
Cappellani huius ecclesiae suis propriis expensis.