GIORNATA
317
Penoto, il quale fa scudo alla propria autorità
di memorie che afferma esistenti già in questo
luogo ma che non riporta, e d'alcune incerte
e confuse tradizioni. A viemmeglio combatterlo
sarebbe utile alcun documento che dimostrasse
altri amministratori in questo tempio all’epoca
in cui nacquero i mortuariensi ; ma quei che ci
restano non risalgono cosi lungi. Tuttavia son
poco posteriori; ed una sentenza fatta nel 1110
da Guidone Spinola e Idone di Carmandino consoli -
della Repubblica lascerebbe a quell ordine
appena il vanto d’aver tenuta la chiesa un cinque -
o sei lustri, quand’ anche si volesse supporre, -
che i canonici fondati appena ne venissero
al possesso. Ma da detta sentenza rogata da Ghisolfo -
notaro scemerebbe d’ ogni forza anche que
sta favorevole supposizione ; giacchè in essa definisconsi -
certe controversie tra i preti Giovanni, -
Andrea, Gandolfo e Gregolo rettori di santa
Maria delle Vigne, e coloro che avevano comprato -
o in altra guisa acquistato terre di questa
chiesa; il che fa presumere degli atti anteriori
per parte di chi la amministrava.
Questa sentenza trovasi per disteso nel ms. del Muzio
che s'intifola : Insignis Collegiatae ecclesiae sanctae Mariae
de Vineis origo et progressus (Biblioteca Civica). — Il principio -
è del tenore che segue : — Cartula recordationis pro
futuris temporibus ad memoriam retinendam de convenientia