GIORNATA
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cercare il meglio delle imitazioni. Voleanvi espressa -
N. D. col putto e il picciol Battista, e
in contemplazione di essi sant Eligio loro patrono. -
A Pellegro, già dimesticato alle grazie
del Parmigianino, allà semplicità del Vannucci,
facea invito la forza e il grandioso de’ Caracci,
e questi si fe’ modello per l’operetta ordinatagli, -
con si bell'esito, che in tempi moderni
Anton Raffaele Mengs l’ascrisse di prima giunta
al padre di quella scuola. Ma il più vivo elogio -
le vien dal pugnale che l’invidia aguzzò
contro il Piola, come a soggiogar tale ingegno
non restasse che un tradimento.
Il 25 novembre del 1640, posto a suo luogo -
il quadro, oziava Pellegro quivi d’innanzi,
come fanno gli artisti o per contemplare l’opera -
nel proprio seggio, o per tastare gli umori
del pubblico, e cavarne consiglio. Gli si accosta
sorridendo l’ottimo Raffaele Soprani (scrittore
pościa della sua vita) e dopo una stretta di mano, -
« lasciate ch’io mi congratuli, dice, di
« questo vostro stile novello, si robusto, si gra-« -
ve chè, se il buon gusto non s’ è perduto
« dee farvi onore nella nostra scuola e metter
« silenzio a’ cani invidiosi che v’ abbaiano intor¬« -
no ». A cui il Piola tutto modestia: « Non
« sarò lieto del fatto mio finchè io non colga
« un certo stile che mi stuzzica qua entro (e