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Junghezza braccia 124. dagli scaglioni allai Porta;
dagli scaglioni alla muraglia della Cappella maggiore
braccia 28. La Croce è larga braccia 18. lunga 62. Aveva -
oltre la Tribuna, come la maggior parte delle Chiese -
antiche, il suo Coro in mezzo, entrandovisi per un
arco assai grande, che veniva addirimpetto alla Porta
maggiore della Chiesa. Intorno al Coro, cosi dentro
come fuori, vedeansi appoggiati Altari, e Cappelle di
varie Famiglie; e principalmente de i Vernacci, de i
Giovanni, de' Soderini, de Serragli, de' Brancacci, degli -
Ardinghelli, e di molte altre, che in altra Lezione -
vedremo: descrivendo i pregi delle Cappelle, quasi
tutte moderne, ed appoggiate alle pareti laterali della
gran Navata; sportando esse in fuori, quanto concede
di proporzione l'allargamento della base delle colonne,
che reggono- un frontespizio fatto a mezzo circolo. E
la Navata in antico era senza Altari, tutta però dipinta -
da Lorenzo di Bicci a fresco.
III. Ed essendosi di sopra accennata la lunghezza
degli anni, che passarono in questo Edifizio, qui notar -
si debbono altri Benefattori, che largamente concorsero -
a perfezionarne la Chiesa: come nel repertorio
dei Testamenti in Convento leggesi: di Fra Buonavita
Pinzochero di S. Francesco, che lascia all' Opera della -
Chiesa del Carmine; e nel mazzo 35. delle Cartapecore -
un simil legato nel testamento di Buoninsegna
di Gherardino; ma per essere rogati amendue nello
stesso di 26. di Marzo del 1294. si dubita, che possano -
essere un solo. Fra Giovanni dell' antichissima Famiglia -
de' Giovanni, secondo che scrisse il Rosselli
nel 1363. fece a sue spese murar la volta del braccio
sinistro verso il Convento, e morendo lasciò un ricco
patrimonio; acciocchè si proseguisse l'altro braccio
ed insiememente si terminasse il Convento. Gli Ardinghelli -
circa il 1400. fecero principiare la facciata della
Chieſa con una nobile idea di accrescervi un maestoso
ornamento di pietre, che restò sospeso, eccettuata la
Porta, che fu fatta di macigno forte. Vi si veggono
Tom. X.
gli