Full text : Guida artistica per la città di genova (2)

GIORNATA
209
All’  illustre  antichità  della  chiesa  non  risponde
o  copia  od  eccellenza  di  pitture.  Si  contano  tre
tavole  a’  loro  altari  non  indegne  di  memoria,
nè  però  di  grande  rimprovero  a  chi  le  tacesse.
L’una  è  all'  altar  maggiore,  e  ritrae  S.  Giovanni
evangelista  che  fatto  già  vecchio  ammaestra  i
discepoli;  lavoro  della  scuola  del  Cambiaso,  a
cui  l’abate  Lorenzo  Defferrari  aggiunse  in  alto
una  gloria  d’angeli  per  adattarlo  a  diversa  nicchia. -
  Di  costui  è  il  quadro  di  sant'  Ugo  che  fa
zampillar  acqua  dal  terreno,  posto  al  secondo
altare  a  man  destra,  scarsa  composizione,  ma
in  quel  poco  leggiadra.  A  Giuseppe  Palmieri  attribuisco -
  il  terzo  del  Crocifisso  con  varii  santi
che  ha  l’altare  primo  a  sinistra,  folto  di  figure.
di  merito  volgare.
Poco  lustro  aggiungono  alla  chiesa  le  quattro
tele  che  dall’  oratorio  di  S.  Giovanni  vi  si  tras
locarono,  ignorate  in  ogni  libro,  testè  uscite
ad  un  resto  di  vita  dalla  polvere  e  da’  ragnateli.
Figurano  l’ultima  cena  di  Cristo  e  tre  fatti  di
quel  santo,  la  sua  visione  in  Patmos,  la  consecrazione -
  d’  un  vescovo,  ed  il  prodigio  della
vipera  estratta  dal  calice.  Che  derivino  dalla
scolaresca  del  Cambiaso  non  è  chi  possa  dubitarne -
  ;  se  non  che  le  due  ultime  potrebbonsi
riputare  del  Tavarone  a  molti  segni,  come  sono
il  colore  di  poco  impasto  e  d’  una  chiarezza  che
            
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