GIORNATA
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All’ illustre antichità della chiesa non risponde
o copia od eccellenza di pitture. Si contano tre
tavole a’ loro altari non indegne di memoria,
nè però di grande rimprovero a chi le tacesse.
L’una è all' altar maggiore, e ritrae S. Giovanni
evangelista che fatto già vecchio ammaestra i
discepoli; lavoro della scuola del Cambiaso, a
cui l’abate Lorenzo Defferrari aggiunse in alto
una gloria d’angeli per adattarlo a diversa nicchia. -
Di costui è il quadro di sant' Ugo che fa
zampillar acqua dal terreno, posto al secondo
altare a man destra, scarsa composizione, ma
in quel poco leggiadra. A Giuseppe Palmieri attribuisco -
il terzo del Crocifisso con varii santi
che ha l’altare primo a sinistra, folto di figure.
di merito volgare.
Poco lustro aggiungono alla chiesa le quattro
tele che dall’ oratorio di S. Giovanni vi si tras
locarono, ignorate in ogni libro, testè uscite
ad un resto di vita dalla polvere e da’ ragnateli.
Figurano l’ultima cena di Cristo e tre fatti di
quel santo, la sua visione in Patmos, la consecrazione -
d’ un vescovo, ed il prodigio della
vipera estratta dal calice. Che derivino dalla
scolaresca del Cambiaso non è chi possa dubitarne -
; se non che le due ultime potrebbonsi
riputare del Tavarone a molti segni, come sono
il colore di poco impasto e d’ una chiarezza che