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GIORNATA
D’ora in poi la strada Balbi prende aspetto
di minore magnificenza, nè molto può trattenere
con monumenti d'arte. La CHIESa DI SaNTA BRI
GIA che sorge a destra in luogo più eminente
non dovrebbe aver cenno in questi fogli perchè
deserta da presso a cinquant’ anni, e accomodata
attualmente ad uso di fabbrica. La via che ascende -
a questo tempio, grandioso al pari che antico, -
è distinta da un arco a mezzo il corso, su
cui vedesi il simulacro della santa titolare, opera
del lombardo Martino Rezi, ed unica scampata
al trambusto della soppressione. Ma chi consideri, -
non essere perduta affatto la speranza, ove
rimane delle chiese l'intera fabbrica, non vorrà
proseguire, senza una visita breve a quest’ altra.
Miserabile vista. Ogni sua porta murata, anditi
angusti vi t'introducono come a casipola del
trivio; benchè l’esterna mole, gli alti e lunghi
pilastri, la severa grandezza dell’ edificio ti avvisan -
del dove tu entri. Dopo quegli oscuri penetrali, -
nuovo sconforto. Non mi dolgo de’ cassati -
affreschi, non de’ distrutti altari, nè d’altro
sfregio alle moderne opere ; dacchè siffatte rovine -
ci tornarono il tempio nella sua prima ed
imponente nudità. Nè so qual’ altro in Genova
gli si raffronti per disposizione od istile ; che
maestà in quelle tre navi, in quelle arcate robuste, -
in quelle colonne ottagone che fan sos¬