QLARTA
magnificenza, ed abbondanza di cose insigni.
Cresce lo stupore a chi consideri, non esser
frutto di replicati sforzi, e di varie epoche quel
ch’ ha di maestoso e di grande e di bello un tal
tempio, come veggiamo essere accaduto d’ ogni
altro; ma opera gigantesca e quasi incredibile
d’un’ età sola e d’ una sola famiglia, talchè nell'unità -
delle parti, e nell'accordo di molti ingegni -
posti in nobile gara può chiamarsi senza
fallo tra gli altri della città singolare. Le quali
particolarità mi sembrano compendiate dal Lanzi -
ove l’appella « monumento insigne della
« pietà e della ricchezza de’ nobili Lomellini,
« chiesa da far onore a una gran città che a
«spese comuni l'avesse cosi accresciuta, e cosi
« ornata per sua cattedrale ».
Nel sito stesso esisteva una chiesa intitolata
a santa Marta, quando si gittarono i fondamenti
dell' attuale ; nè dobbiamo lasciarla in silenzio
perchè la storia dell'antica è concatenata per
certa guisa alla moderna. L'anno 1288 un frate -
Amico preposito degli Umiliati di S. Michele
di Alessandria chiédeva all’ abate Daniele e monaci -
di S. Siro in Genova, di potersi fondare
una chiesa con cimitero pe' suoi frati nel luogo
detto il Prato in vicinanza di sant Agnese, sul
territorio soggetto alla giurisdizione della suddetta -
abbazia. Dall’ atto di domanda di questo