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fama al suo nome, ove fossero pubblicati per mezzo
dell' intaglio. Cessate le pubbliche calamità, fu chiesto
agli stipendii del dominante Governo francese, e in
tal carica mori l’anno 1812, dell’ età sua ottantesimo -
terzo.
Ebbe, vivente ancora, il conforto di veder seguaci
de’ proprii esempi quanti tra i genovesi si rivolsero
all’arte , tra’ quali si rammentano con lode i due fratelli -
Pellegrini, il Poggi, lo Storace, il Cervetto e il
colonnello ingegnere Giacomo Brusco. Parecchi stranieri -
facean eco alle sue massime, e secondavano il
nobile intento di tornare in affetto l' antica semplicità;
come un Giacomo Gaggini, un Lorenzo Fontana, e
sovra tutti Simon Cantone svizzero, artista di genio
vasto, a cui saran sempre testimonii di gran merito
il Palazzo ducale e la maggior chiesa del Portomaurizio. -
Degno suggello a questi cenni è il nome di Carlo
Barabino, nato in Genova nel 1768, e rapitoci dal cholera -
nel 1835. Da giovinetto s’ iniziò all’ arte nell'Accademia -
Ligustica, e prosegui suoi studi in Roma fino
al 1794. Educandosi a’ bei tipi dell’antichità, e ritraendoli -
con paziente fatica, riusci disegnatore invidiabile, -
e maestro profondo in ogni parte architettonica. -
Venuto in molta rinomanza per vittorie ottenute
ne’ concorsi delle principali accademie, fu scelto dal
Governo di Francia insieme col Soli e l’Albertolli
a decidere sul progetto del Foro Bonaparte in Milano, -
come uno de’ più autorevoli giudici che in fatto
d’architettura avesse di que’ giorni l’Italia. Non v’ ha
recente opera, non ampliazione od abbellimento fatto