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la liberalità della famiglia Balbi, per la quale alzava
da’ fondamenti quelle reggie (cosi le chiamerò ) di privati. -
E a tai meriti aspirò più che al leggiadro e all’ornato -
; non cosi i successori di lui che intesero a
promuovere l’ abbondanza delle decorazioni, che fino
all’ epoca del rinnovamento crebbe sempre con istile
più licenzioso. A’ suoi tempi ebber fama di valenti
artefici Antonio Corradi, i due Poncelli, Sebastiano
e Tommaso, oriundi d’ Oneglia, figli e nipoti di buoni
architetti. S’aggiunge un Antonio Torriglia che dal
cognome si direbbe nostro, e un Girolamo Gandolfo
onegliese, i quali insieme col Grigo tracciarono il
grandioso Albergo de’ poveri. Il vasto palazzo de’ Durazzi, -
or Reale, bastò a procacciare gran lode tra noi
a due altri lombardi, Pier Francesco Cantone, e Giovann’ -
Angelo Falcone, de’ quali altr' opera non si conosce -
in Genova.
Savona diede all’ architettura in quest’ epoca il gesuita -
Orazio Grassi, matematico di tanta eccellenza da
sostenere controversie col Galileo, e noto in Roma
per essere subentrato a Domenichino nella fabbrica
della chiesa di sant’ Ignazio. Scrisse opere applauditissime -
in idioma latino d’ argomento diverso, delle
quali posson leggersi i titoli nella biografia che ne dà
il Ratti.
La pestilenza che desolò la patria nostra nel 1656
cacciò al sepolcro o alle natie contrade questa progenie -
di lombardi; e spense in Genova una scuola che
da quasi un secolo attirava a sè ogni lauta commissione -
di fabbriche. Furon vittime di tal’ anno il Pennone, -
l’Orsolino, il Falcone, il Bianco, il Gandolfo,