Objekt : Guida artistica per la città di genova (1)

LXXI
de  lombardi  innanzi  alla  metà  di  questo  secolo  illanguidi -
  per  forma,  da  non  bastare  a  richieste  di  grave
momento.  Alcun  di  loro  mori  quindi  a  non  molto  nell'imperversar -
  del  contagio,  gli  altri  fuggirono  alle
natie  contrade;  e  vedremo  dopo  quest'epôca  altri  stranieri -
  invitarsi  a  Genova,  e  Genova  pur  finalmente
contrapporre  i  suoi  scultori  agli  altrui.  Poco  prima
del  1650  Giacomo  Franzoni  che  fu  cardinale  sotto
Alessandro  VII  chiamò  da  Roma  l’  Algardi  pei  bronzi
della  sua  cappella  in  S.  Carlo.  Scolpi  eziandio  alcuna
cosa  in  marmo,  e  con  lui  s'  introdusse  per  la  prima
volta  in  Genova  quello  stile  che  doininava  nella  capitale -
  delle  arti,  e  che  diffuso  in  Italia  dal  genio  di
Lor.  Bernino,  e  peggiorato  da  una  moltitudine  d'imitatori -
  portò  fino  a  questi  ultimi  tempi  la  corruzione
del  gusto.  Felice  però  la  scultura  se  gli  artefici  non,
avessero  spinto  il  licenzioso  oltre  i  limiti  che  le  segnò -
  l'Algardi,  le  cui  opere  son  ricchissime  di  buone
prerogative  benchè  mal  nascondano  i  semi  del  pervertimento. -
  Non  leggiamo  che  alcun  de'  nostri  profittasse -
  de'  consigli  o  degli  csempi  di  lui  ;  i  primi  che
si  volsero  all'  arte,  ne  cercarono  i  precetti  in  Roma,
e  li  ebbero  più  capricciosi  e  scorretti.
I  berninéschi  teneano  il  campo  ;  nè  tardò  a  giungere -
  fra  noi  chi  ne  divulgasse  le  massime  e  ne  accendesse -
  l’emulazione  con  opere  di  gran  prezzo.  Pietro -
  Puget  francese  di  nascita,  ma  cresciuto  all'  arte
nelle  scuole  di-Roma  venne  a  Genova  per  invito  di
Francesco  M.  Sauli  e  vi  scolpi  due  statue  per  la  basilica -
  di  Carignano  ;  nè  molto  vi  stette,  fuggendo  la
città  e  'l  committente  per  iscortese  puntiglio.Bastò
            
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