LXVIII
com' è chiaro, all' esercizio della scultura, guardassero -
con eguale freddezza alle opère che esegui in
Genova Guglielmo Della Porta milanese. Venne a noi
nel 1551 condotto dallo zio Gio. Giacomo incaricato
de' disegni per la cappella del Battista, e vi lavorò
parecchie statue, dopo le quali passò a Roma ove su
açcolto. con onoranze e rimunerato con uffizi. Contuttociò -
rimase fra noi qualche orma del suo stile,
come veggiamo da qualche opera d'ignoto autore, che
nel mêtodo, delle pieghe e negli atteggiamenti delle
figure trascende alle bizzarrie di Guglielmo.
Nella seconda metà di quel secolo possón registrarsi
alcuni scultori nostrani, ma dispersi per la provincia
e in città estere, o dati all' arle per puro diletto, e
perciò mal atti a fondarvi scuola. Alla seconda classe
appartiéne quella degna coppia d’amici e pittori, Luca
Cambiaso e il Castello da Bergamo, i quali stancatisi
prestó d' una meccanica, più faticosa e men dilicata
(come a lor parve) che non è il dipingere, lasciaron
gli scalpelli, contentandosi di dirigere con disegni e
modelli altri artefici, e singolarmente il lombardo
Giacomo da Valsoldo che a’ loro tempi operava in
Genova. La storia ci dà notizie d' un Leonardo da
Sarzana che sul tramonto del secolo fiori in Roma
mercè la protézione del pontefice Sisto V ; e Savona
ha bel vanto dai due Sormani Leonardo e Gio. Antonio, -
nati colà da Paçe Antonio di Como; il primo
de' quali visse pure in Roma a' servigi di Sisto V e
di Gregorio XIII ; l’altro, vista Róma, cercò fortuna
presso Filippo II. di Spagna, e l’ottenne secondo i.
desideri.