MIN, D'ARGEN. DI.VAL DI CAST.
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Del Ferro ve n è periopiù una leggiera mescolan -
za con gli altri Metalli, et in alcuni luoghi è
reſtato discioito in Ocra ranciata, che hi insudiciata -
la falda del Sasso morto. Dove ſi sono accozzati -
tutti insieme questi ughi Metallici, hanno
formato un pastone che varia nel colore , e nella
grana, secondo la natura del Metallo predominante. -
In uno di questi pezzi predomina il Ferro,
il quale in alcuni luoghi è mescolato col Piombo,
e coll' Argento, e forma una pasta di colore di
Piombo. Nella maggior parte poi è solo Ferro,
ristretto in certi Ventri di Quarzo tortuoli, ed
accagliato in laminette simili a monète intersecantesi -
, e negl’ interstizj retati, che restano tra una
porzione di laminetta, e l’altra, è dell' Ocra di
colore scuro, Vi sono in questo pezzo anche delle
laminette staccate di certo Talco Metallico argentino, -
immerse nella suddetta Ocra, e simili di natura -
a quelle descr. a car. 374. del Tomo I.
I Monti del Zulfello, di S. Maria, e di Montereto, -
si staccano da quello di Farnocibia, e restano -
continuati per di dietro con questo di Gallena, -
dove è il Bottino descr. a car. 279. e mettono -
acqua nel Canale di Val di Castello, altrimenti -
detto Canale dell' Angina, che nasce nel
Monte di Farnocchia, come dissi. Questi Monti
sono ripidissimi, e parte coperti di Boschi di Castagni, -
parte nudi, per esserne stata portata a
bano la terra dall'acque piovane. Tale è la pendice -
del Zulfello chiamata i Grottoni, opposta per
di dietro a quella del Bottino, e risguardante Mezzogiorno: -
ivi il Monte fa una Zana, che serve
di precipitoso alveo al Canale dell' Angina. Il
Monte, per quanto potei distinguere, è nella
cima formato di Marmo bianeo, sotto al quale
sono