LXV
mente le ceneri degl' illustri passati. Il secolo xv ha
gran parte de' suoi monumenti nelle urne ne mausolei, -
nelle lapidi sepolcrali. Die' pure alimento agli
artisti la predilezione ch'aveano i cittadini alla seultura -
ornamentale ; e dagl' innumerabili portali d' antiche -
case o palazzi intagliati riccamente di fregi e
rabeschi, noi prenderemo certezza, che dal trecento
ſin presso la metà del xvi secolo fu continuo in Genova -
il lavorio di queste gentili decorazioni, che in
epoca recente destavano a meraviglia l' illustre Cicognara. -
Cosi l'arte delle figure e degli ornamenti si
davano scambievole aiuto per produrre opere degne
di quest' aurea età, che nella patria nostra son molte
e mal diresti se più lodevoli pér imponenza o leggiadria -
Che il magistero del cesello tenesse dietro a si
belle pruove, cel persuàde un' urna lavorata nel 1437
da Teramo di Daniele, la quale ci attende nel Duomo.
Non possiamo indicare i progressi della scultura
senza accennar di volo, come l' arte delle lince, sulla
metà di questo secolo facesse subitanco passaggio dal
capriccioso de' teutonici alle severe forme latine. Pare
che gli statuarii secondassero l' impulso, e secondo
che le parti .architettoniche si faceano grandiose e ragionate, -
le figure s' aggrandissero,.s' armonizzassero
cogli spazi, con maggior sobrietà si usassero gli ornati -
e con più convenienza al loro uffizio. L'imitazione -
delle scuole toscane cosi diffusa in que' tempi
diresse per avventura que' passi rapidi ma sicuri verso
il gusto semplicissimo e colto che signoreggia in ogni
scultura éseguita sul declinare del secolo: E a questa
imitazione dobbiamo (se non erro) alcuni bassirilievi