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TERZA
palazzo. Le arti del disegno, e specialmente la
scultura e l'architettonica per istudio di genovesi -
e stranieri cominciavano a sottrarsi alla licenza -
de’ manieristi, e a produrre copiosi esempi
di leggiadra semplicità. Il Casaregi, scultore di
più ingegnó che fama, non dee segregarsi dalla
schiera de' rinnovatori ; chè sebbene non paia
libero al tutto da’ vecchi metodi, pur si vendica -
quel nome con certa grazia di concetti
con un garbo di panneggiamenti ed una disinvoltura -
di stecco, che fan gradite e pregevoli
le poche statue da lui lavorate per Genova. Con
queste osservazioni ho accennati i meriti delle
presenti, alle quali è da augurare più lunga età
di quella che forse nón isperò l’autore, indossando -
loro i panni con tela imbiancata, eguale
alla plastica nell’ effetto, ma di più corta durata
che non ha questa materia già caduca per se
stessa.
Delle tavole notate dal Ratti a due altari non
resta che quella della Concèzione di Maria a
sinistra, bel lavoro di Domenico Piola. Trascuro -
l’altra sostituita all' antica, perchè di pennello -
mal certo, e macchiata in ogni parte di
pessimi ritocchi; notando invece una copia della
famosa Madonna della seggiola eseguita (se non
erro) da C. Gius. Ratti, e locata quivi sopra i
gradini, a cui sta rimpetto un angiolo custode
della Bacigalupi.