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TERZA
differiamo ad altro luogo il far cenno. L'interno
ha poco onde intrattenerci. D’ affreschi non v'ha
che un' Aurora dipinta da Gregorio Defferrari
cogli ornamenti d’ Ant. Haffner; lieve cosa in
tanta copia che abbiamo di sue, opere. In un
salotto si additano per lavori del cav. Sebastiano
Conca quattro figure di Virtù ad olio, ed altrettanti -
paesi sovrapporta del Tavella. La picciola
cappella finalmente, decorosa di bei-marmi, ha
due sculture sullo stile di Francesco Schiaffino,
cioè una statua di N. D. e un bassorilievo dell'annunciazione, -
quella sovra l’altare, questo
sulla porta d’ingresso.
Per affreschi d’un grande genovese è stupendo
il PALAZZO DEL Marh. Li LoLLo che divide -
la contrada di sant’Agnese da Vallechiara.
Fu questo il teatro di Domenico Fiasella, e quivi
dee conoscersi, poichè non molto dipinse altrove, -
nè fuor di questo luogo ebbe ugual campo
a manifestare la fecondità del suo ingegno. Giovine -
allora, e tornato di fresco dagli studi di
Roma, dava in queste sale i primi esperimenti
delle massime apprese in quella capitale, dove
tenero d’età ma già provetto nell’ arte seppe
meritar gli encomii di Guido Reni, e servir di
aiuto al Passignani e al cavalier d'Arpino. Naturalista -
per indole e per ammaestramento, pur
non è timido alla composizione d'innumerevoli