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TERZA
tro di questi patrizi, or deliziosa locanda a
viaggiatori per le magnifiche sale, e per la veduta -
del mare, e de promontorii che sovrastano
al seno. Delle pitture ch’ empievan le stanze vi
rimase quel tanto che da padroni non si può
traslocare ; intendi gli affreschi. Nè però è lieve
fortuna che questi si conservino cosi bene in
luogo destinato ad alloggio, ove non si studia
che a tramezzare appartamenti e ad accrescer
guadagni. Il primo salotto a mancina ha il vólto
dipinto da Paolo Gir. Piola, e v’è espressa Venere -
che presenta Enea al cospetto di Giové
supplicando perchè sia ammesso nel numero degli -
Dei ; riguardevol opera sia per l’impasto che
in poche altre è si robusto, sia pel disegno che
rare volte è largo e grandioso quanto nella presente. -
Campeggia tra begli ornamenti, non so
di quale tra i quadraturisti suoi contemporanei
ma forse di Francesco Costa a congetturar dallo
stile, e dalla predilezione ch’ ebbe il Piola per
lui. — In altri due salotti dal lato. opposto
Giac. Ant. Boni dipinse, nei primi il Tempo
che svela la Verità, con favole all' intorno cavate -
dalle metamorfosi, nell' altro diversi episodii -
dell eneide. Non voglio ripeter querela
perchè le signorili stanze ove fan bella mostra
cotai lavori sieno aperte a richiesta de’ viaggiatori -
e chiuse alla curiosità de' cittadini; diranno