GIORNATA
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Nel complesso della pittura non so trovare i caratteri -
della precedente, quantunque le rassomigli -
nel gusto delle vedute ; sul quale io non
m’arresto gran fatto, dacchè i lombardi il diffusero -
tra noi quale lo avean recato dalle scuole
native. Nè però voglio cimentarmi ad assegnarle
un autore ; questo uffizio, difficile per sè, nè
mai certo si dee lasciare all' artista. Ma siami
permesso il dubitare che la tavola di cui parliamo -
non appartenga a Teramo nè ad altro genovese -
di quella età. Mi v’induce più ch’ altro
il modo brioso e disinvolto onde son mosse le
figure, e una certa amenità propria de’ lombardi, -
che fa lieto e piacevole il quadro in ogni
sua parte. Cosi le pieghe son composte con una
libertà, i volti improntati d’ una bellezza, le
tinte distese e sfumate con una trasparenza che
io non troyo nei nostri, ondeggianti ancora in
quegli anni, e più studiosi che sicuri di signoreggiare -
uno stile. Attendo con impazienza che
migliori giudici portino sentenza di quest’ opera
bellissima, contento d’aver richiamato a memoria -
due monumenti di pittura degni di registrarsi -
tra, i più preziosi che siano in Genova,
e capaci di dar lustro per sè soli alla chiesa di
S. Pancrazio.
A destra di chi esce s’alza il grandioso PA¬LAZZO -
SERRa GERaCE, ricco soggiorno in addie-