TERZA
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rilissima di buoni precetti, tentò di supplire
colla imitazione dell’ altrui ai bisogni del proprio -
ingegno. L’amor di figlio nol condusse ad
imitare le paterne stranezze, e possiam dire
che innamorando del Françeschini desse pruove
d’un talento da non confondersi nella corruttela -
de contemporanei. L’imitazione, e in parte
il plagio, da quel bolognese son qui evidentissimi, -
e forse è quivi migliore perchè imita
meglio. Son anche di lui gli evangelisti ne’ quadrangoli, -
gli angeli sopra il presbiterio, i putti
sovra l’ingresso, ne’ quali par che corra più da
vicino al suo tipo, eziandio nella grandiosità.
che sovente gli sfugge. Le prospettive e gli
ornamenti del Leoncini sortirono il merito di
molti altri eseguiti in quell' età, smaniosa del
pomposo e del magnifico che a ragion s’ applaudiva -
ne’ secentisti, ma pur debole a pareggiarli.
Sono anche del Galeotti le quattro tele fissate
sui principali pilastri colle figure de’ santi dottori -
Gerolamo, Ambrogio, Gregorio ed Agostino.
Si crede che ad olio non facesse altrettanto, uso
a dare nel debole e nello snervato, mentre in
queste è vivido ne' colori, e fin nell' atteggiare
studia evidenza ed energia. Cosi gli Scolopii
possono accennare quanto seppe un pittore, che
in un’ epoca mal venturosa per l’arte sostenne
il decoro della nostra scuola.